Locarnese

‘Lo Stato (con i suoi servizi) non abbandoni le valli’

In una lettera indirizzata al governo ticinese, l'Associazione dei Comuni di Vallemaggia (Ascovam) esprime la sua preoccupazione in particolare per il futuro delle Preture nelle zone periferiche

14 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Uffici cantonali a Cevio: quale futuro per la presenza dello Stato nelle valli? È il quesito che (si) pone l’Associazione dei Comuni di Vallemaggia (Ascovam), che ha scritto al Consiglio di Stato ticinese esprimendo sul tema "una forte preoccupazione. Da tempo – si legge nella lettera inviata anche agli altri Comuni ticinesi – circolano infatti informazioni secondo cui sarebbe in fase di elaborazione un messaggio volto alla soppressione delle Preture presenti nelle valli. Qualora tali intenzioni trovassero conferma, l’Ascovam esprime sin d’ora la propria ferma contrarietà a una misura che riteniamo rappresenterebbe un grave impoverimento istituzionale e territoriale per le nostre regioni".

Il tema, va sottolineato, non è nuovo e torna d'attualità in una fase storica durante la quale il Cantone sta portando avanti diverse riforme parallele, come quella delle Autorità di protezione (il settore di tutele e curatele verrà cantonalizzato e professionalizzato e dalle 16 Arp attive oggi, si passerà a 4 Preture di protezione) e della Giustizia di pace, l'altra autorità giudiziaria di primo grado oltre appunto alle Preture e che nelle intenzioni del governo porterà, entro il 2029, a una significativa riduzione dei comprensori (da 38 a 11) dei giudici (da 72 a 25). "La presenza delle autorità giudiziarie nelle valli non costituisce un semplice elemento organizzativo o amministrativo, bensì rappresenta una presenza dello Stato sul territorio, consolidata nel tempo e profondamente radicata nella realtà locale. La sua soppressione rischierebbe di trasmettere alle popolazioni delle regioni periferiche un messaggio preoccupante: quello di un progressivo arretramento delle istituzioni proprio laddove la loro presenza assume un’importanza particolare".

Coesione territoriale obiettivo della politica cantonale

L'Associazione presieduta da Simone Stoira chiama quindi in causa la politica cantonale, chiamata "oggi più che mai a perseguire concretamente il principio della coesione territoriale, riducendo gli squilibri tra i principali centri urbani e le regioni periferiche, in particolare quelle vallive e montane. La qualità e l’accessibilità dei servizi pubblici costituiscono infatti un elemento fondamentale per garantire pari dignità e pari opportunità alla popolazione sull’intero territorio cantonale. La vicinanza dei servizi pubblici alla popolazione assume un valore ancora maggiore nelle regioni periferiche, dove le distanze, la conformazione territoriale e la disponibilità dei collegamenti rendono ogni ulteriore centralizzazione particolarmente penalizzante. La presenza delle istituzioni sul territorio contribuisce inoltre a mantenere attrattive queste regioni per la popolazione, le famiglie e le attività economiche, rafforzandone la vitalità e contribuendo a contrastare i fenomeni di spopolamento".

In questo contesto, per l'Ascovam "appare difficile comprendere una scelta di centralizzazione motivata esclusivamente da esigenze organizzative, di razionalizzazione o di risparmio. L’importante evoluzione tecnologica e digitale degli ultimi anni consente oggi di lavorare in modo efficiente, efficace e coordinato anche a distanza dai principali centri urbani, permettendo di conciliare le esigenze di modernizzazione dell’Amministrazione con il mantenimento di una presenza concreta e qualificata sul territorio".

Conseguenze e possibili alternative

I rappresentanti dei Comuni valmaggesi ritengono inoltre "importante che eventuali riorganizzazioni di questa portata siano preventivamente discusse con i territori direttamente interessati, così da poterne valutare insieme le conseguenze e le possibili alternative. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: anche nelle regioni periferiche deve continuare a essere garantita pari dignità nell’accesso ai servizi dello Stato e nella presenza delle istituzioni sul territorio".

Per queste ragioni, la richiesta al Consiglio di Stato è quella di "valutare con la massima attenzione le conseguenze territoriali, sociali e istituzionali di un’eventuale soppressione delle Preture nelle valli e di considerare il mantenimento di queste importanti presenze quale elemento concreto della politica di coesione territoriale del Cantone", nella speranza che "le esigenze di razionalizzazione e modernizzazione dell’amministrazione non si traducano in un progressivo indebolimento della presenza e dei servizi dello Stato nelle regioni periferiche".

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali