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11.04.2022 - 14:49
Aggiornamento: 17:08

Dalla Stan la seconda opposizione al progetto Grand Hotel

“Domanda di costruzione lacunosa sugli obiettivi e la tutela del monumento in tutte le manifestazioni che lo rendono degno della massima protezione”

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Ti-Press
Salgono a due, le opposizioni al progetto di ristrutturazione dell’albergo

Salgono a due, le opposizioni alla domanda di costruzione per la ristrutturazione del Grand Hotel di Muralto. A quella della Hotel Belvedere Locarno Sa di cui si ha notizia da qualche giorno, se ne aggiunge un’altra particolarmente qualificata: arriva infatti dalla Società ticinese per l’arte e la natura (Stan).

"Il Grand Hotel Locarno di Muralto è classificato quale oggetto di massima protezione nell’Inventario svizzero dei beni culturali d’importanza nazionale ed è bene culturale di interesse cantonale – premette la Stan –: per il suo restauro si impone quindi l’applicazione dei Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera elaborati dalla Commissione federale dei monumenti storici". Inoltre, secondo la Legge sulla protezione dei beni culturali, ‘salvo disposizione contraria, la protezione di un bene culturale si estende all’oggetto nel suo insieme, in tutte le sue parti e strutture interne ed esterne’, considera la Stan, secondo la quale la sua opposizione vuole "attirare l’attenzione dell’istante e degli uffici preposti su carenze nella domanda di costruzione e discordanze tra progetto e norme o obiettivi di tutela e di valorizzazione, formalizzando così il diritto di essere sentiti in sede di procedura".

L’inoltro dell’opposizione, precisa la Società ticinese per l’arte e la natura, "si è reso necessario poiché nella relazione tecnica allegata alla domanda di costruzione si afferma che ‘per quanto riguarda il restauro sono intercorsi sopralluoghi con i rappresentanti dell’Ufficio beni culturali, il lavoro è appena iniziato e con lo sviluppo del progetto è garantita la stretta collaborazione per permettere di sviscerare e risolvere tutti i dettagli che servono per garantire l’obiettivo della conservazione. Nelle prossime fasi di progetto verrà pure integrato nel team di progetto uno specialista nel restauro che, dopo le opportune e necessarie analisi sulla sostanza e sulla storia, proporrà interventi di restauro conservativo (facciate, affreschi, ...)’. In effetti, nulla si sa di questo lavoro ‘appena iniziato’".

Una domanda di costruzione "non può essere equiparata all’introduzione di un progetto da discutere poi con le autorità preposte e con terzi, ma deve documentare, a conclusione di una fase preliminare essenziale, tutto quanto determinante per una completa comprensione di ciò che si andrà poi nei dettagli costruendo", scrive la Stan.

Ebbene, "la domanda di costruzione in oggetto è lacunosa in merito agli obiettivi e alla tutela del monumento in tutte le sue complesse manifestazioni che lo rendono degno della massima protezione stabilita dalla legge. Già questo aspetto rende necessario che l’istante sia invitato a fornire in modo sufficientemente dettagliato questi contenuti". Nello specifico, infatti "sembra che la conservazione si limiti agli elementi esterni e uno stretto restauro di opere pittoriche e di quelle di stucco più pregevoli. Non emerge che si pensi ad una tutela dell’albergo come monumento storico nel suo insieme. La relazione tecnica si limita ad indicare elementi specifici (terrazze e scale di accesso al parco, saloni al piano terreno, corpo centrale delle scale)".

La Stan conclude accogliendo "con favore" l’intenzione degli istanti, inserita nella relazione tecnica, di "continuare con il coinvolgimento dei vicini, dell’autorità comunale e cantonale, nonché delle associazioni di interesse (fra cui la Stan, ndr.) in modo da raggiungere un progetto di conservazione che raccolga l’ampio consenso del quale questo progetto di rilancio necessita nel modo più assoluto". Ciò che farà la Stan sarà "partecipare con i suoi esperti alla valutazione approfondita degli interventi previsti, applicando i Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera". La speranza è di "trovare soluzioni che rispettino la sostanza storica dell’edificio e del suo parco, permettendone un utilizzo conforme al suo alto valore culturale; in questo senso la Stan ha chiesto, conformemente alla Legge edilizia, che l’istante sia invitato ad approfondire questi aspetti problematici, i quali potranno essere esaminati e discussi nell’ambito di un esperimento di conciliazione, come indicato nell’opposizione".

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