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Locarnese
 
10.08.2021 - 15:440
Aggiornamento : 17:12

Comparto ex Caserma, Losone andrà a Losanna

È deciso: ricorso al Tribunale federale contro la sentenza del Tram che ha bocciato la pianificazione. E intanto se ne avvia un'altra

Il Municipio di Losone ha deciso di ricorrere al Tribunale federale contro la sentenza del Tram sfavorevole alla pianificazione del comparto ex Caserma. Stando al sindaco Ivan Catarin, sentito dalla “Regione”, il Comune è consapevole dei ristretti margini affinché Losanna ribalti la sentenza cantonale. Proprio per questo, parallelamente alla via ricorsuale ne verrà avviata un'altra, a stretto contatto con il Cantone, per ripianificare non solamente il comparto in questione, ma anche il territorio che si estende in direzione del campeggio, sia a monte, sia a valle di via Arbigo e che comprende il campeggio stesso e il silo Melezza. La pianificazione bocciata, avviata nel 2005, riguardava invece soltanto la parte destra della stessa via Arbigo in direzione di Golino. 

I ricorsi al Tram vertevano sulla moratoria, in Ticino, riguardante nuove zone edificabili. Il Tram aveva riconosciuto che il sedime non è mai stato azzonato a livello di Piano regolatore, e che siamo di fronte a un vuoto pianificatorio perché si tratta di una “zona bianca”. «Ciò che ha fatto il Comune, supportato dalla Sezione della pianificazione del Cantone, è creare una nuova zona edificabile, cosa invece vietata dalla Legge federale», aveva dichiarato uno dei ricorrenti nelle ore immediatamente seguenti la pubblicazione della sentenza.

«C'è stato un incontro con il Consiglio di Stato – commenta Catarin –. Abbiamo posto molte domande e ottenuto forzatamente poche risposte. Lunedì sera abbiamo deciso di chiudere il cerchio giuridico e fare ricorso al Tribunale federale. Questo, pur sapendo che sarà difficile ottenere ragione. Nello stesso tempo, coinvolgeremo i servizi del Dipartimento per ripartire con una nuova pianificazione che vada bene a tutti gli attori in gioco». L'obiettivo principale, conclude il sindaco, «era e rimane ancorare l'ex Caserma a contenuti pubblici di respiro cantonale, con un focus culturale riguardante le arti sceniche e il settore dell'audiovisivo, in cui possano confluire tutte le realtà che ne hanno fatto richiesta, ovverosia l'Accademia Dimitri, il Cisa, la Supsi e la Ssr».

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