Locarnese
14.05.2019 - 19:110
Aggiornamento : 19:52

Locarno, assistenza domiciliare: più di 2mila casi seguiti

I consuntivi Alvad 2018 chiudono in attivo malgrado il marcato incremento delle prestazioni erogate. Per la nuova sede, inoltrata oggi la domanda di costruzione

Aumentano i casi seguiti, eppure il bilancio 2018 dell’Associazione locarnese e valmaggese di assistenza e cura a domicilio (Alvad) registra un ottimo risultato d'esercizio. Ma questo è solo uno dei temi che l'associazione affronterà stasera in occasione della sua assemblea. Si discuterà anche degli sviluppi della neocostituita Spiped, subentrata alla Fondazione Elisa nella presa a carico delle cure pediatriche; della nuova sede a Muralto, per la quale la domanda di costruzione è stata appena depositata, ma si prevede un'opposizione; e poi delle nomine statutarie, con Tarcisio Terribilini candidato a subentrare a Rolando Erba.

Sul bilancio consuntivo il commento non può che essere positivo, dal momento che chiude in attivo; ciò che consente, come ha spiegato il direttore, Gabriele Balestra, di “ritornare” a Cantone e Comuni parecchi soldini (oltre 4 milioni negli ultimi dieci anni). Un utile il cui segreto sta tutto in due ragioni: l’alto grado di efficacia raggiunto dall’Alvad (l’ottima collaborazione con i servizi privati sparsi sul territorio, sempre sotto l’ala dell’Associazione, giova alla causa) e il nuovo sistema informatico che, consolidato, agevola le procedure di comunicazione (dialogo rapido fra micro équipes e filo diretto col medico curante).

Senza questi presupposti sarebbe impossibile affrontare con successo una casistica che lo scorso anno ha superato, per la prima volta, i 2mila casi. È volato, di conseguenza, anche il numero di ore di prestazioni erogate (poco meno di 140mila) e quello degli interventi effettuati (quasi 259mila). Ma questa enorme mole di lavoro non ha comportato, se raffrontato alle medie cantonali e federali, un’esplosione dei costi. Quelli di gestione per singolo caso rimangono infatti ben al di sotto di quelli ticinesi e svizzeri (5'720 contro gli oltre 7mila franchi).

Alvad ente virtuoso, dunque. La scelta di tenere bassi i costi attivando tutte le risorse che l’utente ha a disposizione (cerchia familiare, badanti, vicini) per compiti che possono essere svolti da personale che non dev’essere appositamente formato, si sta rivelando pagante. A quantificare il risparmio ci ha pensato il dottor Stefano Gilardi, presidente dell’Alva: un milione di franchi. In barba alla famosa diatriba sul 15 franchi di tassa che Governo e Dss volevano introdurre quale misura di risparmio annuo netto. Sempre in tema di cifre, si punta molto sulla trasparenza. L’utente dev’essere informato su ciò che paga e su ciò di cui beneficia. I complessi meccanismi delle prestazioni elargite e delle fatture sono stati illustrati in una circolare inviata, in autunno, all’utenza.

Futura sede, ci sarà da fare i conti con un'opposizione

Tutto rose e fiori in casa Alvad? Purtroppo no. Resta, sul tavolo, qualche problema da risolvere. Quello degli spostamenti del personale (Alvad conta 140 collaboratori del distretto Locarnese, 20 in quello valmaggese e dà lavoro, su mandato, a una cinquantina di persone). Come pure la necessità di assicurare la rotazione del personale attorno al malato/utente 7 giorni su 7, 24 ore su 24. La macchina organizzativa va dunque costantemente oliata per evitare disfunzioni e sovrapposizioni del servizio.

Altro banco di prova interessante, quello di Spiped. L’Associazione è subentrata, come “braccio operativo” in Ticino e nel Moesano, alla Fondazione Elisa nella presa a carico delle cure pediatriche a domicilio per i bambini (curandone, tra l’altro, anche la parte amministrativa).

Due parole, infine, sulla sede. Proprio oggi è stata presentata la domanda di costruzione per la palazzina in via San Gottardo a Muralto, a pochi passi dal Cinema Rialto. Purtroppo non è stato possibile risolvere bonariamente un contenzioso con un confinante. È probabile che questo comporti uno slittamento di circa un anno e mezzo del cantiere. Dal fatidico primo colpo di piccone alla consegna dello stabile dovrebbero trascorrere 3-4 anni. Intanto i vertici dell'Associazione guardano con interesse a potenziali inquilini: possibilmente enti impegnati in ambito socio-assistenziale, con i quali creare nuove sinergie e, soprattutto, proporre degli sportelli di consulenza.

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