Grigioni

Scompare il Patriziato di Castaneda

L'ente, che si è sciolto per mancanza di risorse umane, è stato integrato nel Comune politico della località in val Calanca

(Ti-Press)
22 maggio 2026
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Il Comune patriziale di Castaneda, in Val Calanca, si è sciolto. Lo scorso 21 maggio si è infatti svolta l'ultima assemblea del Patriziato, durante la quale, oltre allo scioglimento dell'ente, è anche stata approvata la sua “integrazione nel Comune politico di Castaneda con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2026”, si legge in un comunicato. “Una decisione storica per la comunità, maturata dopo approfondite riflessioni condotte dalla Sovrastanza patriziale, composta dal presidente Fabio Remondini e dai membri Monika Anselmi e Luca Calvia, in carica dal 2008”. Alla base dello scioglimento “vi è soprattutto la crescente difficoltà nel reperire risorse umane disposte ad assumere l’amministrazione del Comune patriziale”. Ora è stato conferito mandato al segretario comunale “di rappresentare, congiuntamente al presidente patriziale, il Comune patriziale di Castaneda in tutte le questioni legate al processo di integrazione nel Comune politico”.

Nel corso dell'assemblea straordinaria, “la Sovrastanza ha espresso il desiderio che il capitale patriziale destinato a confluire nelle casse comunali venga impiegato a sostegno del progetto di ristrutturazione dell’Alpe Naucal, attualmente all’esame dell’esecutivo comunale”, si sottolinea nella nota. “Un’iniziativa considerata simbolica e significativa per garantire continuità a un luogo che nel corso degli anni ha già potuto beneficiare del sostegno del Patriziato”.

Per quanto riguarda l'attribuzione dell'attinenza, sarà ora il Comune politico a dover elaborare le necessarie basi legali per disciplinare le future decisioni in materia. “A questo proposito, il segretario comunale ha indicato l’intenzione di costituire una commissione dedicata, nella quale troverà posto anche un cittadino domiciliato e attinente di Castaneda, così da assicurare continuità al lavoro storicamente svolto dal Comune patriziale”.

La seduta si è conclusa “con sentimenti di riconoscenza e stima nei confronti della Sovrastanza patriziale per l’impegno, la dedizione e il senso di responsabilità dimostrati nel corso di molti anni di attività, nonché per la gestione attenta e parsimoniosa dei beni tramandati di generazione in generazione”.

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