L’opera viaria si è aggiudicata il riconoscimento nazionale nel settore delle costruzioni in metallo

Utile e funzionale – almeno secondo l'utenza motorizzata – e ora anche premiato. Il semisvincolo autostradale di Bellinzona centro si è infatti aggiudicato il Prix Acier 2026 durante la cerimonia organizzata settimana scorsa a Berna dal Centro svizzero per la costruzione in acciaio (Szs). La premiazione si è svolta nell’ambito dello steelday, appuntamento di riferimento per il settore nazionale delle costruzioni in metallo. La giornata ha riunito progettisti, ingegneri, imprese e professionisti del settore, alternando conferenze specialistiche, momenti di confronto e networking. Il Prix Acier, assegnato ogni due anni, premia opere che si distinguono per la qualità architettonica, le prestazioni tecniche e l’impiego innovativo dell’acciaio. Il riconoscimento valorizza inoltre la collaborazione tra committenti, progettisti, ingegneri e imprese specializzate. Con questo nuovo riconoscimento, è la terza volta che un’opera realizzata dalle Officine Ghidoni di Riazzino (questa volta in consorzio con le Ferriere Cattaneo di Giubiasco) si aggiudica il premio, dopo la passerella sul fiume Verzasca fra Tenero e Gordola (2009) e il Negrellisteg di Zurigo (2021), più la menzione ricevuta nel 2023 per la sostituzione di tre ponti in Engadina.
La vittoria del semisvincolo – sottolinea la ditta locarnese – rappresenta “un importante motivo di orgoglio per noi e premia un progetto che ci ha coinvolti direttamente per un anno e mezzo, ponendoci di fronte a sfide tecniche, logistiche e organizzative di grande rilievo”. Il manufatto presenta una lunghezza complessiva di 238,85 metri, una campata massima di 69,9 metri ed è stato realizzato impiegando 1’730 tonnellate d'acciaio. La struttura principale è composta da cassoni chiusi in acciaio Corten e da una soletta mista in acciaio e calcestruzzo. L’elemento maggiormente caratterizzante è la rotonda sospesa, con un diametro di 60 metri. La struttura è stata prefabbricata in quattro segmenti curvi del peso di circa 160 tonnellate ciascuno, successivamente sollevati con una gru cingolata e assemblati in cantiere mediante collegamenti saldati.
Particolarmente complessa è stata anche l’organizzazione dei lavori, eseguiti mantenendo in funzione il traffico sull’autostrada e operando nelle immediate vicinanze del ponte esistente, adeguando la viabilità, garantendo la sicurezza e la continuità del traffico. “Il risultato raggiunto è il frutto di un grande lavoro di squadra e appartiene a tutte le persone che, in officina, in cantiere e negli uffici, hanno contribuito con dedizione e professionalità alla realizzazione dell’opera”. Committente, ricordiamo, era l'Ufficio federale delle strade; la progettazione è stata affidata al consorzio Lurati Muttoni Partner Sa e Afry Svizzera Sa; la parte architettonica allo studio Martino Pedrozzi; la direzione lavori al consorzio 4Belli (Lombardi Sa e Ingegneri Spp Sa); imprese di costruzione consorzio Matteo Muttoni costruzioni Sa e Csc Costruzioni Sa; carpenteria metallica consorzio Officine Ghidoni Sa e Ferriere Cattaneo Sa.