Luganese

Più allievi, ma meno classi: Lugano torna a scuola

Diversi progetti – dall’economia circolare all’utilizzo dei social media – caratterizzeranno l’anno scolastico, che vede la chiusura della sede di Villa Luganese

Bonoli-Frigerio, Quadri e Valsangiacomo
(Ti-Press)
31 agosto 2026
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Continua a contrarsi il numero di bambini, e conseguentemente di classi, di scuola elementare a Lugano. Per l’anno scolastico avviatosi oggi, sono 2’035 gli allievi tra prima e quinta elementare sparsi nelle diciotto sedi comunali. Erano 2’090 fino a giugno. Conseguenza: sempre meno sezioni. Si è passati da 119 a 115, quattro classi in meno. Un trend in atto già da anni, due anni fa le sezioni erano 124, che porta anche alla chiusura di intere sedi. Se a giugno 2025 la campanella ha suonato per l’ultima volta alle Elementari di Brè, a giugno di quest’anno è toccato a quelle di Villa Luganese, dove a chiudere è stata anche la Scuola dell’infanzia. Proprio sul fronte degli asili arrivano però le buone notizie: il numero di allievi è aumentato, passando da 1’177 a 1’254, e il numero di sezioni rimane stabile a 69: la chiusura di Villa Luganese è compensata da una nuova sezione a Davesco-Soragno, dove sono stati dirottati i bambini della sede chiusa.

Asilo di Brè ‘sorvegliato speciale’

Parlando di numeri, dunque, un bilancio in chiaroscuro. «È una tendenza demografica comune a tutto il cantone, tutta la Svizzera e tutta l’Europa – relativizza il capodicastero Socialità Lorenzo Quadri –. La chiusura di una sede scolastica è sempre un fatto triste, noi facciamo tutto il possibile per mantenere aperte quelle periferiche. Il principio della scolarizzazione nel proprio quartiere è importante per il Comune, ma talvolta si scontra con la realtà dei numeri e con il diritto superiore (come le norme cantonali, ndr). Trasferire gli allievi in sedi più grandi inoltre ha dei risvolti positivi, come ad esempio maggiori possibilità di confronto e di socializzazione fra pari, aspetti che a quell’età sono molto importanti». La sede scolastica più grande di Lugano sono le Elementari di Molino Nuovo, che contano 230 allievi e che hanno rubato il primato a quelle di Viganello. La più piccola invece è la Scuola dell’infanzia di Brè, con solo 6 bambini: «È un’osservata speciale, chiaramente in deroga in quanto il numero minimo dovrebbe essere 13 – precisa il direttore dell’Istituto scolastico Fabio Valsangiacomo –, tuttavia abbiamo degli indicatori secondo i quali tra qualche anno dovrebbe esserci un aumento».

Crescono i docenti

Si vedrà. Intanto, grazie all’aumento sostenuto dei bimbi che frequentano l’asilo, in grado di compensare la diminuzione degli allievi delle Elementari, il numero complessivo degli iscritti è cresciuto, passando da 3’267 a 3’289. Di conseguenza cresce il numero di nuovi docenti, 15 in più in totale, soprattutto di quelli d’appoggio. Non solo. Le Elementari di Barbengo, Bozzoreda e Pazzallo ospitano da quest’anno una nuova sezione inclusiva a testa. Tre classi rivolte anche a bambini con bisogni educativi particolari, che vanno ad aggiungersi a quelle istituite negli ultimi anni: sei alle Scuole dell’infanzia e cinque alle Elementari.

Accento su economia circolare...

E l’inclusione non è l’unico ambito nel quale l’Istituto sta impegnandosi. Diversi i progetti tematici che verranno affrontati durante l’anno scolastico. A cominciare da ‘I linguaggi dei materiali destrutturati’: un percorso di formazione continua pensato per docenti della Scuola dell’infanzia e articolato su tre anni. Una prima fase è già partita a giugno nelle zone Centro e Monte San Salvatore. «Il concetto di base – spiega Laura Bonoli-Frigerio, presidente dell’Associazione RiCircolo, che cura il progetto – è che lo scarto non è un rifiuto, ma anzi ha un enorme potenziale di sviluppo a livello creativo». Pertanto i docenti partecipanti ai laboratori sperimentano nuove modalità educative «fondate sul riutilizzo di materiali di scarto aziendali di qualità, promuovendo l’economia circolare e la sostenibilità». A tal scopo, da quest’anno alle scuole comunali di Lugano è stato messo anche a disposizione un magazzino, con l’obiettivo di creare un centro dedicato al riuso creativo, aperto anche al di fuori della comunità scolastica.

... e utilizzo di smartphone

Altro progetto di interesse, è ‘Crescere smart: connessi, ma consapevoli’ e, come suggerisce il nome stesso, si promette di affrontare gli aspetti più educativi relativi a smartphone, social network, videogiochi e piattaforme online, in collaborazione con gli agenti della Polizia comunale. «È un mondo che ormai fa parte della quotidianità di tutti, anche dei più giovani – osserva Valsangiacomo –. È sbagliato demonizzare questi temi, bisogna piuttosto farsene carico per fare dei ragionamenti con i ragazzi stessi allo scopo di promuoverne un uso consapevole». Sono previste delle serate anche per i genitori, ma chiaramente le attività principali, tra le quali una variante del gioco dell’oca che sarà distribuita a tutte le quinte elementari, sono state pensate per i circa 450 ragazzi coinvolti, con la supervisione degli operatori di prossimità del Dicastero socialità. «Non è solo un progetto dedicato al digitale – aggiunge il direttore –, ma un vero e proprio percorso di educazione alla cittadinanza, pensato come evoluzione delle campagne Sbullo e CyberSbullo (condotte invece in quarta elementare, ndr)».

Arrivano le mappe casa-scuola

Di carattere intergenerazionale è invece l’iniziativa che intende portare gli allievi dell’Istituto nelle case per anziani e nei centri per la terza età del comune. Attraverso filmati contenenti testimonianze di ex docenti ormai ultraottantenni realizzati in collaborazione con il Museo della Memoria dell’Atte, si forniranno spunti di riflessione e di confronti su tematiche che spaziano dalla severità dei docenti di una volta alla separazione tra maschi e femmine nelle classi. ‘I ragazzi scoprono Lugano’, anch’esso pensato per gli allievi di quarta e quinta, vuole invece avvicinare i ragazzi alle istituzioni, attraverso quattro incontri durante i quali avranno l’occasione di esplorare il quartiere, visitare Palazzo civico, incontrare il sindaco o rappresentanti del Consiglio comunale. Ultima, ma non per importanza, la mappatura dei percorsi casa-scuola. Il progetto, realizzato nell’ambito del Piano di mobilità scolastica della Città è da oggi a disposizione di allievi e genitori e, oltre a consigliare i migliori tragitti pedonali per raggiungere la scuola, è anche uno strumento didattico per le attività di studio d’ambiente e di scoperta del quartiere.

Infine, dedicato ai temi dell’inclusione e delle neurodivergenze, è il Collegio docenti generale dell’Istituto, in programma mercoledì 16 settembre. Tratterà una delle più impegnative sfide della scuola odierna: riconoscere e valorizzare i diversi modi di apprendere, con ospiti Emanuela Di Campli (presidente dell’Associazione Dsa e Adhd Ticino) e Mattia Mengoni (caposezione pedagogia speciale).