Bellinzonese

Hunpa ha portato assistenza sanitaria e aiuti alla popolazione ucraina

I sei volontari sono rientrati i Ticino. Al via anche una missione esplorativa per valutare interventi a favore dei profughi palestinesi

Anche un neonato ha beneficiato della missione umanitaria
(Hunpa 2026)
22 maggio 2026
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Dopo giorni intensi di lavoro sul campo, lo scorso 17 maggio è rientrata in Ticino l’ultima missione umanitaria dell’associazione sopracenerina Hunpa, “impegnata nel sostegno alla popolazione civile ucraina duramente colpita dalla guerra”, si legge in un comunicato. La squadra composta da sei volontari (due paramedici, un’infermiera, una psicologa e due operatori civili) era partita il 9 maggio da Biasca con l’obiettivo di portare assistenza sanitaria e aiuti concreti nelle regioni più fragili dell’Ucraina. Nel frattempo l’associazione di pubblica utilità senza scopo di lucro di Faido ha deciso di avviare “una missione esplorativa volta a valutare possibili interventi di assistenza a favore dei profughi palestinesi”.

Durante la prima fase della missione, il gruppo si è diviso in due. Una parte degli operatori ha così raggiunto la regione di Kharkiv, dove ha prestato supporto medico nei villaggi situati a ridosso della linea del fronte. “In molte di queste località isolate vivono prevalentemente persone anziane che da mesi, e in alcuni casi da anni, non ricevono cure mediche adeguate né medicinali essenziali”. I paramedici hanno quindi “effettuato visite, controlli sanitari e distribuito farmaci di prima necessità, offrendo anche un importante sostegno umano a una popolazione profondamente segnata dalla guerra e dall’isolamento”.

La seconda squadra operativa si è recata a Mykolaïv, città nel Sud del Paese, dove ha sottoposto un neonato con gravi problemi di salute a “un delicato intervento chirurgico subito dopo la nascita”. Ora il piccolo necessita di un’alimentazione speciale praticamente introvabile nella regione. Ma “grazie alle donazioni raccolte nella Svizzera italiana, Hunpa ha potuto consegnare alla madre latte specifico, pappe e omogeneizzati, offrendo un aiuto concreto e immediato alla famiglia”.

Dopo alcune visite mediche effettuate nei villaggi periferici, la squadra si è ricongiunta con gli altri operatori a Kharkiv. “Le attività sono quindi proseguite nelle aree più discoste della regione, tra cui il villaggio di Protopopivka, una delle località maggiormente devastate dagli attacchi russi. Qui oltre metà del villaggio è stata rasa al suolo dai bombardamenti. Lo starosta della località ha voluto incontrare personalmente gli operatori di Hunpa per ringraziarli del loro impegno e si è sottoposto egli stesso a una visita medica”. Nel corso della permanenza nella regione di Kharkiv, gli operatori ticinesi hanno inoltre collaborato con Suor Oleksia, religiosa attiva sul territorio dal 2018. “Nonostante l’invasione russa, Suor Oleksia ha scelto di rimanere accanto alla popolazione civile, offrendo quotidianamente sostegno a sfollati, anziani e bambini nei quartieri più colpiti e nelle aree rurali isolate”.

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