Bellinzonese

Docente arrestato: tante voci (anche dal passato) sul suo vizietto

Allievi ed ex delle Medie di Giubiasco parlano di atteggiamenti noti da oltre dieci anni. Il Decs insiste sull’importanza di segnalare tempestivamente

L’inchiesta prosegue e fra le vittime potrebbero esserci diverse ragazze
(Ti-Press)
11 aprile 2026
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Come col leggendario vaso di Pandora, durante l’ultima settimana ha innescato una generale rincorsa ai ricordi la notizia dell’arresto, scattato il 17 marzo, del docente delle Medie di Giubiasco accusato di reati legati alla sfera sessuale di alcune alunne sotto i 16 anni. Stando a testimonianze indirette raccolte dalla ‘Regione’, più allievi ed ex allievi dell’istituto hanno riferito ai genitori di aver ripetutamente visto il 37enne comportarsi in modo predatorio, nell’ultimo decennio, nei confronti di allieve e maestre dentro e fuori le mura dell’istituto. Non è dato sapere se quei comportamenti abbiano innescato nel tempo qualche richiamo ufficiale nei suoi confronti (l’inchiesta amministrativa avviata dal governo potrebbe chiarirlo); di sicuro l’arresto è scattato dopo che un’allieva di quarta, a seguito di quanto subìto recentemente nell’auto di lui, si è confidata con un’amica che ne ha parlato con una maestra attiva altrove la quale ha interpellato il Decs che ha infine chiesto l’intervento di polizia e Procura nel rispetto del ‘protocollo di segnalazione di comportamenti inappropriati’.

La voce su quest’ultima frequentazione avrebbe iniziato a circolare fra i banchi di scuola durante il recente carnevale: gli allievi più piccoli l’hanno intesa come una sorta di ‘innamoramento’, quelli più grandicelli come una stranezza. In ogni caso molti conoscevano da subito il vero motivo dell’improvvisa assenza del docente: non per malattia, indicata dalla Direzione nei primi giorni dopo il fermo, ma perché erano scattate le manette. Tema fra l’altro ampiamente dibattuto dai ragazzi nelle chat. Come già riportato settimana scorsa, c’è poi un’ex allieva presunta vittima: oggi iscritta a una scuola media superiore, è stata sentita dagli inquirenti. A questo punto non è da escludere che altre ragazze possano aver subìto, tempo addietro, analoghi approcci di natura sessuale. Da notare che finora inquirenti e Decs non hanno lanciato appelli pubblici affinché si segnalino episodi del passato. Nel frattempo la detenzione preventiva prosegue sino almeno a fine aprile.

Abbiamo chiesto una presa di posizione al Decs diretto dalla consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti. Dipartimento che non può esprimersi sul caso oggetto di inchiesta penale e amministrativa. Altro tema apparentemente sensibile: sei fonti diverse ci riferiscono che il docente indagato non avesse l’abilitazione all’insegnamento e beneficiasse del cosiddetto ‘incarico limitato’ che gli sarebbe stato rinnovato a oltranza. Il fenomeno riguarda in realtà molti docenti delle Medie, tanto che dall’anno scorso è pendente sul tema un’interpellanza in Gran Consiglio.

IL DIPARTIMENTO

‘Dal 2023 presi diversi provvedimenti’

“Occorre distinguere due fattispecie”, premette la direzione del Decs: “Per crimini e delitti perseguibili d’ufficio, come sospetti di gravi violazioni dell’integrità personale, l’obbligo di denuncia è sancito dalla Legge organica dei dipendenti”, la Lord, che concerne gli impiegati dello Stato incluso il corpo insegnante. “L’articolo 31a, capoverso 1, indica chiaramente che ‘Il dipendente è tenuto a denunciare alle autorità di perseguimento penale, ai suoi superiori o all’autorità di nomina i crimini e i delitti perseguibili d’ufficio che constata o gli sono segnalati nell’esercizio della sua funzione; nel caso di segnalazione al suo superiore o all’autorità di nomina, l’obbligo di denuncia incombe a essi; sono fatti salvi gli obblighi di denuncia previsti da altre leggi’. L’obbligo di denuncia – sottolinea il Decs – è dunque dato indipendentemente dall’esistenza delle Direttive sui comportamenti inadeguati. E chi non lo rispetta è punibile”.

Possibile rivolgersi al Servizio di consulenza

Vi sono poi le Direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico per i quadri cantonali introdotte dal Decs nel 2023 (dopo il caso dell’ex vicedirettore di una scuola media del Luganese condannato per fatti analoghi a quello di Giubiasco) ed estese agli istituti comunali nel 2024. Nelle direttive, rammenta il Decs, si spiega che ‘Un comportamento inadeguato si manifesta in particolare attraverso condotte, parole, atti, gesti, scritti capaci di arrecare offesa alla personalità, alla dignità o all’integrità fisica, psichica o sessuale di allieve e allievi, rispettivamente di metterne in pericolo l’apprendimento, oppure di degradare il clima di istituto’. Queste direttive “servono a fare in modo che le constatazioni e/o segnalazioni di comportamenti inappropriati siano adeguatamente e senza indugio notificate agli organi di conduzione e di vigilanza scolastica, che possono così approfondirle e prendere le misure necessarie caso per caso”. Se le segnalazioni non sono chiare o vanno approfondite, ricorda il dipartimento, “ci si confronta con i servizi preposti all’interno della scuola, come il Servizio di consulenza per sospetti di abuso sessuale o maltrattamento su minori (Seam) del Decs e i servizi della polizia, al fine di valutare la situazione e decidere insieme come procedere”. Il Seam “può anche fungere da sportello di ascolto e di orientamento, funzione già attiva in alcune sedi scolastiche. La segnalazione dipende dunque dalla gravità del caso riferito e dalle informazioni disponibili al momento della segnalazione”. Di sicuro, annota il Decs, “in assenza di segnalazioni è difficile intervenire. In queste circostanze può accadere che, a posteriori, si affermi che tutti sapevano”, come in effetti sta succedendo a Giubiasco. “In termini generali, qualora vi siano elementi noti, una segnalazione tempestiva alla direzione dell’istituto consente di attivare le opportune verifiche. È quindi importante favorire comportamenti responsabili e un impegno condiviso da parte di tutta la comunità scolastica”.

‘Valutazione in corso da alcuni mesi’

Dall’entrata in vigore delle direttive, avvenuta come detto nel 2023, “diverse sono state le segnalazioni e i conseguenti accertamenti e misure intraprese. Ciò non significa che il lavoro possa considerarsi concluso: da alcuni mesi è infatti in corso una valutazione della loro applicazione”. A ogni modo “l’obiettivo primario è evitare che determinati fatti si verifichino. A tal fine sono fondamentali il lavoro di prevenzione e la promozione del rispetto reciproco, a scuola come nella società, unitamente a un’assunzione concreta di responsabilità da parte di ciascuno, in particolare degli adulti”. In questa prospettiva, ribadisce il Decs, “l’insieme della comunità scolastica formato da direzioni, docenti, allievi, famiglie e altri operatori presenti nelle scuole, è chiamato a segnalare situazioni o comportamenti inadeguati”. Per il Decs “ciò rappresenta una condizione imprescindibile per una scuola capace di promuovere il rispetto”. Si sta lavorando anche al perfezionamento della formazione di base e continua per affrontare queste situazioni: “Negli ultimi tre anni l’attenzione a questo tema è progressivamente aumentata e s’intende ulteriormente potenziarla; al contempo, vi è la consapevolezza che occorra fare di più, anche attraverso adeguati mezzi e risorse”. L’auspicio, conclude il Decs, è che “il grande lavoro di sensibilizzazione svolto negli scorsi anni, recentemente intensificato e destinato a essere ulteriormente rafforzato, contribuisca a promuovere il rispetto reciproco”. Laddove manca, entra in gioco anche la reale capacità di vigilare, deficitaria secondo tre atti parlamentari inoltrati dopo l’arresto e critici sull’agire del Decs e della scuola in generale.

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