La manifestazione sarà il 18 e il settembre ma la chiusura di strade e la soppressione di linee del trasporto pubblico non sono annunciate sul Foglio Ufficiale

“Voci di chiusure di strade, soppressione di linee di autobus, rumore di automobili che viaggiano in modo spericolato: sono queste le prime avvisaglie dell’edizione 2026 del Rally del Ticino”. Segnalazioni del genere sono arrivate da cittadini all’Associazione traffico e ambiente (Ata): “Ma tutte le nostre ricerche non hanno permesso di trovare la pubblicazione sul Foglio Ufficiale della decisione di autorizzazione della gara, né tanto meno di quella di chiusura delle strade. Forse le autorità cercano di tenere un profilo basso per non dare la possibilità a cittadine e cittadini di opporsi a questa manifestazione?”
Una manifestazione che quest'anno è prevista il 18 e il 19 settembre e che negli anni scorsi era stata contestata con un ricorso dalle associazioni ambientaliste, che chiedevano, tra l’altro, la ricostituzione dell’effetto sospensivo. “La richiesta era stata negata e il Rally aveva avuto luogo. Poi, quando il Tribunale amministrativo si era espresso sulla sostanza del ricorso, aveva sentenziato che l’autorizzazione aveva violato la legge. Ma ormai la gara si era svolta. Le associazioni avevano pure dovuto sopportare i costi di giudizio. Oltre al danno anche la beffa. Quest’anno la pubblicazione sul Foglio Ufficiale avverrà talmente tardi che non ci sarà più modo di esprimersi, nemmeno per i cittadini toccati direttamente dalla manifestazione”, si legge nella nota stampa diramata da Ata, secondo cui, questo non è un modo corretto di agire da parte di un’autorità?
Ad Ata preme ricordare che “le corse automobilistiche su strade normalmente aperte al traffico sono eventi pericolosi. Prima di tutto durante la gara, perché non vengono posate barriere lungo il tracciato a tutela degli spettatori che si posizionano ovunque vogliono (e i recenti incidenti occorsi in Italia dovrebbero far riflettere) e poi per l’effetto emulativo che risvegliano nei giovani conducenti, che nelle settimane che precedono e seguono la manifestazione adottano stili di guida che mettono in pericolo la loro vita e quella degli altri. I segni lasciati sulla carreggiata dagli pneumatici esaltano la guida spericolata e portano i giovani automobilisti a cercare il limite. Così, mentre da alcuni anni anche in Ticino dei professionisti svolgono prevenzione nelle scuole superiori per invitare i giovani adulti a una guida responsabile, le autorità cantonali e comunali si rendono complici di un comportamento totalmente opposto (che porta i giovani ad assumere rischi elevati, con anche incidenti mortali)”.
Emblematico è il passaggio quest’anno del rally vicino alle Scuole medie di Bedigliora, sottolinea Ata: “i segni neri lasciati sulla strada non sono per niente un buon segnale da mostrare agli adolescenti. L’associazione deplora anche la soppressione d’intere linee di autobus che penalizza, oltre a chi abita lungo il percorso del rally, anche utenti di altri luoghi. A titolo di esempio, segnaliamo che la linea 423 Lamone-Magliaso è interamente soppressa, malgrado il rally interessi solo una parte minima della stessa”.