Bellinzonese

Docente delle Medie di Giubiasco arrestato per atti sessuali con alcune allieve

Indagato un 37enne svizzero nel frattempo sospeso. La Direzione ai genitori: ‘Notizia che sconcerta e addolora’. Pronto il sostegno a chi lo richiedesse

2 aprile 2026
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Fermato e poi definitivamente arrestato un insegnante di una Scuola media del Bellinzonese con l'accusa principale di “atti sessuali con fanciulli”. Lo comunicano Ministero pubblico e Polizia cantonale specificando che il docente è un 37enne svizzero. Gli accertamenti si trovano nella fase iniziale e riguardano “presunti reati legati alla sfera intima di alcune minorenni”. Stando a nostre informazioni si tratta della sede di Giubiasco e l'uomo avrebbe intrattenuto una relazione soprattutto con una ragazza. Al termine dei primi verbali di interrogatorio, svoltisi il 17 marzo, l'insegnante è stato arrestato e successivamente la misura restrittiva della libertà è stata confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi. L'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Aperta anche un'inchiesta amministrativa

Il Consiglio di Stato, a sua volta in un comunicato stampa, precisa che gli accertamenti penali “hanno avuto inizio a metà marzo a seguito di una segnalazione al Ministero pubblico effettuata dai servizi del Dipartimento dell’educazione, cultura e sport appena ricevuta una segnalazione di possibili comportamenti di rilevanza penale da parte di un docente nei confronti di una persona minorenne”. La macchina giudiziaria e il Decs si sono attivati e “nelle scorse settimane il docente non è più stato attivo nella sede”. Alla luce dell’apertura del procedimento penale e della gravità dei presunti reati, “il Consiglio di Stato ha sospeso con effetto immediato il docente interessato e ha avviato un’inchiesta disciplinare nei suoi confronti”.

Dopo tante voci, la conferma

Da settimane la voce circolava sulla sede giubiaschese. Ora il governo specifica che «docenti e famiglie sono stati informati oggi (giovedì 2 aprile) dalla Direzione d'istituto e dalla Sezione dell’insegnamento medio, che rimangono a disposizione di famiglie, allieve e allievi unitamente a docenti di classe, capigruppo del sostegno e docenti di sostegno”. In attesa degli esiti della procedura penale e della sentenza che delineerà le effettive responsabilità dell'insegnante, il Consiglio di Stato e il Decs “ribadiscono che comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica delle persone, in particolare delle e dei minorenni, non sono tollerati”. Al termine del comunicato esprimono la loro “sentita vicinanza e il sostegno a tutte le persone e alla comunità scolastica loro malgrado toccate da questi avvenimenti”.

La lettera della Direzione

Anche la Direzione della sede ha scritto oggi ai genitori e agli allievi anticipando di qualche ora la comunicazione diramata verso le 13 da Procura e Polizia. Missiva che ‘laRegione’ ha potuto leggere e nella quale il responsabile dell'istituto, Michel Fregni, e la direttrice della Sezione insegnamento medio, Tiziana Zaninelli, sottolineano che i fatti “sconcertano, addolorano e suscitano legittimi interrogativi”. Nella missiva si sottolinea che sia la Direzione stessa, sia la Sezione cantonale, come pure i docenti di classe, i capigruppo e gli insegnanti del sostegno “sono pronti ad accogliere e ad accompagnare le allievi e gli allievi con la professionalità, l'attenzione e la cura che avete imparato a conoscere anche attraverso questo difficile momento”.

Massimo riserbo per non compromettere l'inchiesta

Sempre la Direzione nella lettera odierna specifica che dopo l'arresto è stata invitata dagli inquirenti a “mantenere il massimo riserbo per esigenze istruttorie e il rischio di collusione”. Settimane difficili durante le quali ovviamente la notizia è girata in mezzo Ticino, tant'è che lo stesso Ministero pubblico ha chiesto ai media di tenere un profilo basso fino a comunicazioni ufficiali. Molti genitori hanno a loro volta interpellato la Direzione, che non ha potuto sbilanciarsi. E in effetti scrive: “Comprendiamo pienamente le richieste di chiarimenti pervenute e alle quali, per i motivi indicati, non abbiamo potuto dar seguito”.

‘Scuola come luogo di fiducia’

Infine Fregni e Zaninelli assicurano la volontà di restare accanto al corpo insegnante, agli allievi e ai genitori “con l'aiuto che sarà necessario in termini di risorse e collaborazione, affinché la scuola possa continuare a essere comunità, luogo di fiducia e centro di valori nonostante la quotidianità fortemente scossa in questo momento”.

IL PRECEDENTE DI LUGANO

L'ex direttore condannato

Il nuovo grave episodio che scuote la scuola ticinese ha delle similitudini con quello sfociato tre anni fa nella condanna di un ex direttore di Scuola media del Luganese che al tempo dei fatti ricopriva il ruolo di vicedirettore. La condanna inflitta dal Tribunale penale cantonale per i reati di ripetuti atti sessuali con fanciulli e somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute: tre anni di detenzione, di cui sei mesi da espiare e il resto sospeso per un periodo di prova di tre anni, un trattamento ambulatoriale e l’interdizione a vita dall’esercizio di qualsiasi attività che implichi un contatto regolare con minorenni. La perizia psichiatrica gli ha diagnosticato un disturbo di personalità narcisistico e immaturo. Nel corso del 2022 l'allora 39enne docente e vicedirettore aveva avuto una relazione con una sua allieva. Una relazione consenziente ma vietata dalla legge in quanto la giovane aveva meno di 16 anni. Toccamenti e rapporti completi avvenuti a casa sua, in alberghi di lusso, in auto e anche all’interno della scuola (nel suo ufficio e in un’aula nel sottotetto). L’uomo ha inoltre riservato attenzioni anche a una seconda ragazza, che ha palpeggiato in un’occasione in presenza dell’altra ragazza.

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