Bellinzonese

Confermato: richiedenti l’asilo a Seghezzone di Giubiasco

Dt e Dss hanno avviato la procedura edilizia per regolarizzare il cantiere bloccato dal Municipio. In vista un incontro con la popolazione

I lavori sono stati nel frattempo bloccati dal Municipio cittadino
(Ti-Press/Golay)
26 febbraio 2026
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Nei tempi che hanno ritenuto più consoni per una comunicazione ufficiale, il Dipartimento del territorio e il Dipartimento sanità e socialità confermano l'avvio della procedura per la posa a Giubiasco di moduli prefabbricati nei quali accogliere richiedenti l’asilo. Lo fanno però confrontati col blocco edilizio imposto nei giorni scorsi dal Municipio di Bellinzona che ha fermato i lavori in corso da ormai due settimane in assenza di regolare domanda di costruzione e relativo rilascio di licenza edilizia. Lavori che non hanno mancato di sollevare interrogativi, anche sotto forma di atti parlamentari sottoposti al Consiglio di Stato e al Municipio di Bellinzona dalla consigliera e deputata Maura Mossi Nembrini.

Noleggiati a Lucerna con possibilità di riscatto

“Nell’ambito della costante ricerca di soluzioni abitative per ospitare i richiedenti l’asilo attribuiti dalla Confederazione ai Cantoni e di una razionalizzazione dei costi, il Consiglio di Stato ha proceduto al noleggio di prefabbricati già utilizzati dal Canton Lucerna allo stesso scopo”, spiegano i Dt e Dss in un comunicato. I moduli troveranno spazio in maniera provvisoria a partire da aprile sul sedime del Seghezzone di proprietà del Consorzio correzione fiume Ticino. Prato usato più volte l'anno dai nomadi svizzeri (soste di più settimane) e dall'Esercito (brevi accampamenti) e sul quale il Cantone vanta un diritto di superficie per 90 anni istituito nel 2001. Nelle vicinanze dell'ampio terreno, dove il Cantone stesso medita di costruire in futuro un nuovo polo scolastico, scorrono la ciclopista e il fiume Morobbia, mentre la zona abitata più vicina dista un centinaio di metri.

‘In cerca di spazi consoni’

“Da tempo il Cantone è alla ricerca di spazi consoni in cui collocare” queste persone. “La costante pressione migratoria e la difficoltà oggettiva di identificare soluzioni di accoglienza idonee, impongono al Consiglio di Stato di trovare strutture di medie e grandi dimensioni, che permettono inoltre di rispondere alle indicazioni di contenimento della spesa settoriale decise dal Gran Consiglio”. La strategia cantonale “è quindi incentrata sulla ricerca di nuove soluzioni abitative che possano mantenere l’attuale contingente dei posti d’accoglienza e ridurre gradualmente il numero di alloggi nelle pensioni distribuite sul territorio, garantendo soluzioni abitative confacenti ai bisogni”.

In questo contesto – specificano i due dipartimenti – è emersa la possibilità di acquistare i prefabbricati in precedenza utilizzati dal Canton Lucerna quali alloggi per richiedenti asilo: “Questa soluzione logistica presenta numerosi vantaggi in termini di razionalizzazione di impiego delle risorse pubbliche e di capacità di rispondere in modo flessibile e dinamico all’importante variazione del flusso migratorio”. Il governo nei mesi scorsi ha quindi noleggiato dei moduli, con possibilità di riscatto futuro.

‘Contatti preliminari avuti con la Città’

A questo punto Dt e Dss parlano di “contatti preliminari avuti con la Città di Bellinzona che hanno permesso d'individuare un sedime idoneo in cui collocare provvisoriamente i prefabbricati, nella zona nord ovest del terreno del Seghezzone, a partire da aprile”. Nell’ambito di questo scambio con le autorità locali, negli scorsi giorni i servizi cantonali hanno presentato il progetto al Comitato dell’Associazione di quartiere di Giubiasco: “Durante l’incontro, cui ha presenziato anche una delegazione del Municipio cittadino, sono stati affrontati diversi temi, fra cui le tempistiche del progetto e le particolarità logistiche della struttura”. Con i presenti – aggiungono i due dipartimenti – è pure stata condivisa l’opportunità di organizzare una serata pubblica in marzo, aperta alla popolazione locale, che permetterà di illustrare i dettagli logistici del progetto e di rispondere a eventuali domande.

Avviata procedura d'urgenza

Nella sua seduta settimanale – confrontato appunto col blocco edilizio imposto dal Municipio – il Consiglio di Stato ha quindi deciso di avviare una procedura d’urgenza per poter rispettare i tempi prefissati di consegna e di posa dei moduli.

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