Animali di proprietà di Piero Maretti: ‘Le tenevo per passione. È un lavoro sempre più difficile, ma non ho intenzione di mollare’

Il lupo (o i lupi) ha colpito nella notte tra giovedì e venerdì a Paudo, dove ha predato dieci pecore di proprietà di Piero Maretti, su un totale di ventiquattro. «Le abbiamo trovate al mattino – ha riferito il proprietario –. Le tenevo in un prato recintato di 10'000 metri quadrati. Quando le abbiamo trovate erano già morte, tranne una che però è spirata nel giro di pochissimo tempo. Le altre 14 pecore si sono salvate, forse perché in un prato così grande si sono divise in due gruppi. Al momento non siamo riusciti a capire se il lupo fosse uno solo o se ce ne fosse più di uno».
La predazione è stata segnalata ai responsabili dell'Ufficio caccia e pesca (Ucp), i quali si sono recati sul posto per i rilievi del caso. Secondo quanto riportato sulla pagina internet dell'Ucp, si tratterebbe di pecore non adeguatamente protette. Secondo Piero Maretti, tuttavia, gli animali si trovavano all'interno di un recinto con una rete di 170 centimetri di altezza. «Purtroppo, un buco i lupi lo trovano sempre. Tra l'altro, il processo di recinzione è piuttosto costoso. D'altra parte, non si possono tenere le pecore come fossero in una gabbia, perché continuando a muoversi nel letame finiscono per ammalarsi agli unghioni, con il risultato di andare incontro a zoppia».
Piero Maretti non è un allevatore di professione e questo non gli consentirà di ricevere gli indennizzi del caso: «Le tengo per passione, fin da piccolo sono cresciuto in mezzo agli animali da fattoria. Erano pecore docili, al sabato molti bambini venivano a visitarle e davano loro da mangiare. A questo punto, però, tenere pecore e capre è diventato impossibile, molti allevatori getteranno la spugna e il bosco si mangerà i prati fin sull'uscio delle case. Per quanto mi riguarda, sono intenzionato a tener duro, ormai da cinquant'anni allevo pecore e non ho intenzione di smettere».