Un’interrogazione chiede al Municipio di fornire i dati sui guadagni di municipali e consiglieri comunali negli enti che prevedono nomine pubbliche

L’Udc fa i conti in tasca a municipali e consiglieri comunali. Non nel proprio privato, ma per quanto riguarda le cariche ricoperte negli ultimi vent’anni circa – ossia dalle prime aggregazioni della grande Lugano nel 2004 – in tutti quegli enti che hanno previsto una nomina effettuata dall’ente pubblico.
È un’interrogazione, prima firmataria Raide Bassi, a voler fare luce su questi compensi allo scopo di “garantire trasparenza, controllo democratico e una corretta informazione sul costo complessivo della rappresentanza politica negli organismi riconducibili alla Città”. Per farlo, si chiede dunque al Municipio di fornire un rendiconto che riguarda: società partecipate o controllate dal Comune; enti autonomi, consorzi, fondazioni, associazioni o altri organismi nei quali la Città designa rappresentanti; altri organismi ancora, nei quali la designazione è effettuata con risoluzione municipale o del Legislativo. Esclusi invece dall’indagine i mandati privati, quelli con incarichi non riconducibili a nomina della Città, incarichi di nomina cantonale/federale o di terzi.
I democentristi desiderano un’analisi dettagliata. Senza precisare i nominativi, si vogliono però l’anno o il periodo di nomina, il partito, la carica (municipale o consigliere comunale), il totale dei compensi lordi percepiti e gli eventuali rimborsi spese. E anche per gli enti dovranno essere fornite diverse informazioni: denominazione, natura giuridica, base della partecipazione o del rapporto con la Città e organo di nomina. Una richiesta di trasparenza che, seppur non venga precisato nell’atto parlamentare, rientra nell’annoso problema relativo alla governance che da anni si sta cercando di riordinare a Lugano.