Bellinzonese

Matricidio in ‘un quartiere perbene’: il figlio indagato per assassinio

Increduli gli abitanti della zona dove vivono anche famiglie con bambini e anziani. Il 24enne ricoverato in una struttura sanitaria: non è interrogabile

L’edificio è stato rinnovato recentemente
(Ti-Press/Golay)
28 gennaio 2026
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Si stanno pian piano chiarendo i contorni del fatto di sangue verificatosi questa notte alle 3.30 in via Mirasole 15 a Bellinzona. In un comunicato stampa il Ministero pubblico e la Poliza cantonale specificano che le ferite inferte da un 24enne svizzero sono riconducibili a un'arma da taglio: morta una 46enne e sempre ricoverato in gravi condizioni un 61enne italiano. Stando a Ticinonline e a quanto abbiamo potuto appurare, la donna era la madre del giovane, mentre l'uomo rimasto ferito era il suo compagno. Dettagli questi sui quali al momento gli inquirenti non si esprimono. A seguito anche di approfondimenti medici, dopo il fermo il 24enne è stato trasferito in una struttura sanitaria poiché ritenuto non carcerabile e non interrogabile. I reati ipotizzati sono di assassinio, subordinatamente omicidio intenzionale, tentato omicidio intenzionale subordinatamente lesioni gravi.

Esistenza problematica e precedenti per risse e droga

Sempre secondo Tio il giovane era già noto alle forze dell'ordine per problemi legati a risse e droga che lo avrebbero condotto talvolta in carcere. Da una testimonianza emerge che sarebbe stato protagonista di una rissa anche la scorsa estate in un locale pubblico del Bellinzonese, finendo poi all'ospedale in condizioni serie. La situazione di disagio era conosciuta dalla sua cerchia di amici e anche dalle autorità. Stando a nostre informazioni l'arrivo nella palazzina risale a un anno e mezzo fa e la madre stava con lui saltuariamente. Non è dato a sapere se la scorsa notte i tre abbiano trascorso la serata insieme, o se la madre e il compagno si siano recati sul posto nottetempo perché allertati da qualcuno. Né si sa cos'abbia innescato l'improvviso diverbio.

Preso mentre stava uscendo in stato alterato

In via ufficiosa abbiamo appreso che la donna ha tentato di difendersi e ha chiesto aiuto; vana la rianimazione operata dai sanitari, protrattasi a lungo. Il compagno ha riportato ferite in più parti del corpo. Le urla hanno indotto alcuni vicini a chiamare la polizia. Gli agenti sono arrivati proprio quando il 24enne stava cercando di uscire dalla palazzina in stato alterato, e lo hanno così bloccato. Nell'appartamento e sul pianerottolo sangue ovunque. La condizione esistenziale del giovane ci viene descritta come difficile e critica a tal punto, ci risulta, da necessitare ripetuti ricoveri in una struttura specializzata. Assenze seguite da ritorni in appartamento senza però alcun accudimento. Una vita trasandata, ai margini, condivisa con un cane che il 24enne non sapeva gestire e che perciò a un certo punto gli è stato tolto. Frequenti le visite di personaggi ambigui. L'inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas. Gli approfondimenti sulla dinamica dei fatti proseguono attraverso i rilievi tecnico-scientifici, la ricerca di tracce forensi, le verifiche medico-legali e la raccolta di testimonianze.

Intenso ricambio di inquilini nell’appartamento

Increduli alcuni abitanti della zona, conosciuta come quartiere Vela, incontrati sul posto: «È un quartiere perbene, tranquillo; non pensavo che potesse succedere qualcosa del genere», ci dice un uomo. E infatti le poche persone che siamo riusciti a incontrare sono gentili e disponibili, malgrado la tragedia che ha scosso la comunità. «Qui vicino abitano famiglie con bambini, persone anziane, gente ‘normale’; ci conosciamo più o meno tutti», afferma una donna che pure non si sarebbe mai immaginata che potesse succedere un fatto di tale gravità. Più o meno tutti perché, come detto, nell’appartamento in questione – l’edificio è stato recentemente rinnovato e si trova quindi in buono stato – sembrerebbe esserci stato un intenso viavai di inquilini che hanno quindi avuto poco tempo per farsi conoscere dal vicinato. La proprietaria dell'edificio, scioccata e dispiaciuta di quanto accaduto, ci riferisce dal canto suo che vi abitano in gran parte inquilini di lunga data, mentre qualche appartamento registra in effetti un ricambio più frequente.

‘Sempre più aggressività’

Altre persone incontrate iniziano poi a riflettere per giungere a una conclusione comune: «Col passare degli anni noto sempre più aggressività nella gente», ci dicono due uomini in due momenti distinti. «Sulle strade, al telefono o anche semplicemente in giro per la città». Ci si chiede quindi il motivo di questa aggressività percepita come sempre più diffusa: saranno gli strascichi della pandemia? Sarà la diffusione della tecnologia e di internet, che in piazze virtuali permette di esternare di tutto e di più, protetti dall’anonimato? O in realtà non è cambiato nulla rispetto al passato, ma si fa più caso a certi comportamenti? Domande che, ovviamente, al momento rimangono senza risposta. Quel che è certo è che i fatti di sangue possono accadere ovunque. Anche in un quartiere tranquillo, nel quale si trovano scuole, esercizi pubblici, istituti di ricerca, pompieri, aree sportive e di svago frequentate da varie fasce della popolazione, comprese famiglie con bambini.

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