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14.04.2022 - 10:53
Aggiornamento: 15:16

Stop al bunker di Camorino, i Nem salgono a Bodio

Da maggio i richiedenti l’asilo in attesa di lasciare la Svizzera saranno alloggiati alla pensione Colorado Café (già a luci rosse)

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Booking
L’affittacamere di Bodio che sostituirà il bunker di Camorino
+1

Il rifugio della Protezione civile di Camorino ha i giorni contati come alloggio per i richiedenti l’asilo in attesa di lasciare la Svizzera poiché le loro domande sono state respinte con decisione negativa e termine di partenza (Tp) o non considerate dalle autorità elvetiche (i Nem, acronimo di ‘Non entrata in materia’). Attesa che in taluni casi, per i motivi più disparati, può durare anche svariati mesi, o anche anni, ciò che rende il ribattezzato ‘bunker di Camorino’ più inospitale di quanto lo è normalmente. La svolta si è materializzata fra ieri e oggi a Palazzo delle Orsoline con la firma posta dal Consiglio di Stato alla proposta per l’utilizzo in affitto di una struttura in superficie individuata nell’Alto Ticino dalla Divisione dell’azione sociale e famiglie attiva in seno al Dipartimento sanità e socialità (Dss). Si tratta del Colorado Café di Bodio, di proprietà di una Società anonima, situato lungo la strada cantonale a nord dell’abitato sul confine con Giornico.

Cosa e come

Struttura affittacamere, già utilizzata negli anni passati nel settore della prostituzione abusiva, il Colorado Café verrà messo a disposizione dal prossimo mese di maggio con una capienza massima di trenta persone (la media a Camorino è di 10-20) e per la durata di due anni (poi si vedrà) con una verifica costante della qualità del servizio dato. Sempre gestito dalla Croce Rossa Svizzera, vedrà l’ingaggio di un apposito servizio sociale (accompagnamento oggi non previsto a Camorino). Confermati inoltre sia il servizio sanitario tramite il personale della Croce Rossa, sia il servizio di sicurezza assicurato da agenti privati. La soluzione è stata individuata nei mesi scorsi dopo lunghe e inizialmente infruttuose ricerche e sulla spinta dell’azione di protesta organizzata a più riprese, l’ultima ancora sabato scorso, dal collettivo R-esistiamo cui si è aggiunta otto mesi fa una petizione del Forum Alternativo sottoscritta da 1’600 persone e consegnata al governo.

Presto il cantiere per il centro polifunzionale

Stando a un tempistica iniziale, il famigerato rifugio di Camorino avrebbe dovuto essere chiuso per questo scopo entro la fine dell’anno scorso. In ogni caso sarà dismesso prossimamente perché nel medesimo areale partirà quest’anno la realizzazione del nuovo centro polifunzionale (fuori terra) che integrerà il bunker e disporrà di 180 posti per i richiedenti l’asilo, potenziando così la disponibilità complessiva cantonale che da circa 400 è destinata a salire a 600-700.

Le condizioni poste

Fra le condizioni e richieste formulate la scorsa estate, il Cantone specificava che la struttura provvisoria "dovrebbe idealmente essere ubicata in luogo discosto dall’abitato, relativamente isolato ma non periferico e ben servito dal trasporto pubblico". Il Café Colorado di Bodio sembra dunque rispondere a queste esigenze. Richiesto inoltre un minimo di 30 posti letto e camere completamente arredate con al massimo quattro posti letto ciascuna; presenza di una cucina attrezzata atta a permettere agli ospiti di preparare in autonomia i pasti anche nel caso in cui più persone debbano cucinare contemporaneamente; spazi per attività comuni e per la consumazione dei pasti di dimensioni adeguate per rapporto al numero di utenti; spazi per visite mediche e colloqui individuali non attrezzati; spazio per almeno un ufficio non attrezzato; possibilità di rendere utilizzabile una sola entrata/uscita per facilitare un’eventuale necessità di controllo di accesso alla struttura; messa a disposizione della struttura nella forma della locazione o della concessione d’uso o dell’affitto delle camere per un periodo medio-lungo inizialmente di cinque anni con possibilità di prolungamento. In quell’occasione veniva pure specificato che la proposta avrebbe dovuto ottenere il consenso delle autorità locali e della popolazione interessate.

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