ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
18 ore

Ferite di media gravità per centauro finito fuori strada

L’incidente è avvenuto sul mezzogiorno di sabato lungo la strada cantonale che da Carabietta conduce ad Agnuzzo
Bellinzonese
20 ore

Scontro fra due auto a Cadenazzo: un ferito

Il tratto di via Ala Campagna è stato chiuso per oltre un’ora per consentire le operazioni di soccorso e il recupero dei veicoli accidentati
Video
Ticino
1 gior

La Chiesa si mette in attesa ‘un po’ particolare’ del Natale

Messaggio alla Diocesi ticinese del vescovo Alain de Raemy in occasione domenica dell’inizio del cammino d’Avvento
Luganese
1 gior

A2, PoLuMe anche da Gentilino alla Vedeggio-Cassarate

L’Ustra conferma: in autostrada si potrà usare la terza corsia d’emergenza come ‘dinamica’ in caso di necessità fino a Lugano nord
Ticino
1 gior

Cantonali ’23, Andrea Giudici torna in pista. E lo fa con l’Udc

Deputato liberale radicale dal 2003 al 2019, l‘avvocato locarnese proverà a tornare in Gran Consiglio: ’I democentristi rappresentano meglio le mie idee’
VIDEO
Locarnese
1 gior

‘Non si può ammazzare una donna per un ciuffo di capelli’

Tre 18enni che frequentano il Liceo Papio hanno deciso di compiere un gesto simbolico a sostegno delle donne iraniane che lottano per i propri diritti
Bellinzonese
1 gior

‘Hanno dato il massimo ma sono stati travolti da una tempesta’

La difesa dei vertici della casa anziani di Sementina chiede l’assoluzione contestando anche le direttive di Merlani. Morisoli: ‘Fatto il possibile’
Ticino
1 gior

Targhe, il governo rilancia con 2 proposte. Dal Centro nuovo No

Il Consiglio di Stato tende la mano con delle alternative di calcolo. Gli iniziativisti non ci stanno, la sinistra sì. Ognuno per la sua strada, ancora
Ticino
1 gior

‘Polizia unica? Sfruttiamo le potenzialità del sistema attuale’

Fsfp in assemblea. E sul delicato e controverso dossier si attende che la politica decida.‘Venga però sentita anche la nostra Federazione’
Luganese
1 gior

La proposta: due vie a senso unico a Cassarate

In un’interrogazione, la consigliera comunale Lara Olgiati (Plr) ritiene che la modifica viaria delle vie Pico e Vicari migliorerebbe traffico e sicurezza
Gallery
Mendrisiotto
1 gior

Boffalora: al posto della villetta arrivano due palazzine

Altro cantiere residenziale in vista alla porta nord di Chiasso. L’operazione annuncia un investimento di oltre 6 milioni di franchi
Luganese
1 gior

Il 46° parallelo a Lugano? ‘Lo promuoverà l’ente turistico’

Non sarà il Comune, se non indirettamente, ad assumersi la promozione della latitudine geografica che attraversa la città
Locarnese
1 gior

Picchiò un ragazzo in Piazza Grande, 3 anni di carcere

Un 19enne di origini siriane residente nel Luganese colpevole anche di rapina, infrazione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
Luganese
1 gior

Lugano, viadotto del Brentino: ‘Progetto in pausa’

Slitta qualsiasi ipotesi di riqualifica del comparto, in attesa che si completino gli approfondimenti su altri temi (PoLuMe e svincolo Lugano Sud)
Ticino
1 gior

Il salario minimo legale non sarà adeguato al rincaro

Il Consiglio di Stato boccia la mozione di Ivo Durisch (Ps): ‘Un adeguamento sarebbe contrario alla volontà del legislatore e alla legge’
Locarnese
1 gior

Incendio di Loco, militi ed elicottero impegnati tutto il giorno

Ripresi venerdì mattina i lavori di spegnimento degli ultimi focolai e bonifica delle zone toccate dal rogo boschivo scoppiato giovedì al Monte Cortascio
Luganese
1 gior

Tesserete, aperture festive della Bottega del Mondo

Orari di lavoro straordinari dall’8 dicembre all’8 gennaio per il negozio capriaschese specializzato in commercio equo e solidale
Locarnese
1 gior

Servizi culturali locarnesi: oltre 50 candidati alla Direzione

Scaduto il concorso per l’assunzione della nuova figura dirigenziale, che sarà scelta da una commissione ad hoc formata da 8 membri (di cui 5 ‘tecnici’)
laR
 
12.07.2021 - 16:22
Aggiornamento: 19:02

Torna d’attualità il ‘bunker indegno’ di Camorino

A quattro anni dalla prima protesta, una nuova petizione chiede al Cantone di chiuderlo subito e di trasferire i 18 richiedenti l'asilo Nem

torna-d-attualita-il-bunker-indegno-di-camorino
Il rifugio della Protezione civile di Camorino (Ti-Press)

Passano i mesi e gli anni, e loro sono ancora lì. Qualcuno da poco, altri da più tempo. Sono i 18 richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta o per i quali è scattata la procedura di non entrata in materia (li chiamano Nem) non disponendo dei documenti e requisiti necessari all’apertura di un incarto. Uomini stranieri soli per i quali il diritto federale prevede il solo aiuto d’urgenza per disincentivare nuovi arrivi e richieste d’asilo immotivate. E il fatto che siano ancora ‘lì’ – alloggiati nel rifugio della Protezione civile di Camorino, il cosiddetto ‘bunker’ già al centro di numerose proteste e richieste di chiusura immediata sempre respinte dal Cantone – a qualcuno non va bene ritenendo le condizioni di vita indegne e inaccettabili. Perciò a distanza di quattro anni dalla prima richiesta di chiusura, per la quarta estate di fila in questi giorni è partita una petizione che ne chiede l’immediata serrata con relativo trasferimento degli ospiti. Dopo i tentativi fatti dal Movimento per il socialismo e dal collettivo R-esistiamo, sostenuti da una dozzina fra gruppi di sinistra, associazioni e organizzazioni che agiscono a sostegno dei diritti dei migranti, la nuova iniziativa arriva ora dal Forum Alternativo. 

Così tranquillizzava il governo

La struttura di Camorino, ricordiamo, è gestita dalla Croce Rossa e dal Dipartimento sanità e socialità (Dss). Un anno fa rispondendo alle varie sollecitazioni e atti parlamentari, il Consiglio di Stato aveva ricordato che nel medesimo luogo il Cantone realizzerà una struttura polivalente d’accoglienza investendo 11 milioni di franchi: previsti un edificio di tre piani con 180 posti letto e la riorganizzazione del ‘bunker’ sottostante che diventerà parte del centro medesimo. Il Dipartimento istituzioni assumerà la responsabilità della gestione operativa, il Dss la gestione degli aspetti d’integrazione  coerentemente con quanto previsto dall’Agenda integrazione svizzera. Bunker e strutture simili, aggiungeva il governo, “sono stati regolarmente autorizzati dagli enti/uffici competenti e offrono soluzioni alloggiative ritenute dignitose seppur ristrette”. A questo riguardo negava l’esistenza di condizioni di vita precarie e indegne, “benché certamente le camerate a Camorino non siano una soluzione troppo confortevole, soprattutto per soggiorni di lunga durata”. Le persone presenti “possono comunque uscire ed entrare quando lo desiderano, ma vi devono pernottare per beneficiare del forfait di sostentamento erogato quotidianamente”. Possono inoltre usare quotidianamente l’adiacente casetta gialla dotata di cucina, bagno, spazio comune e connessione wi-fi. “Nessuna segregazione dunque”, assicurava il governo ribadendo che “possono spostarsi senza limitazioni”. Inoltre la struttura “viene pulita due volte alla settimana da un inserviente, mentre la pulizia quotidiana spetta agli ospiti”. Oltre alla lavanderia settimanale si aggiunge poi il servizio infermieristico, “con presa a carico d’urgenza se necessario”.

Il Forum Alternativo ha effettuato un sopralluogo

Di tutt’altra opinione il Forum Alternativo che, alla luce di un recente sopralluogo, offre una lettura diversa della situazione: “Mentre evidenti ragioni umanitarie hanno portato alcuni cantoni a chiudere simili centri, creati per la Protezione civile e destinati originariamente a brevi soggiorni settimanali, in Ticino, dove si sta instaurando attraverso il Dipartimento istituzioni una politica autoritaria e di respingimento nei confronti di tutti gli stranieri, si continua a infierire nei confronti dei Nem, l’ultimo anello della catena migranti”. Nel bunker di Camorino, sottolinea il Forum Alternativo, la durata dell’internamento di alcuni dei 18 ospiti “supera i tre anni. Molti sono esasperati e presentano gravi sintomi di disagio psico-fisico a causa di una soluzione logistica di tipo carcerario e un’assistenza sociale povera e di tipo disciplinare”. I punti ritenuti più critici: “Ricovero notturno dentro camerate ritenute inabitabili per motivi sanitari da molti medici interpellati. Chiusura diurna che obbliga i residenti a girovagare in attesa della riapertura serale. Pasti e spese di sopravvivenza a carico dei residenti che ricevono, tutto compreso, solo dieci franchi al giorno. Per arrotondare questa miseria, alcuni di essi cercano disperatamente di farsi assumere al nero nei campi del Piano di Magadino”. L’assistenza medica “è ridotta ai minimi termini” e a questo riguardo viene spiegato che “la maggioranza degli ospiti fa largo uso di farmaci sedativi e ansiolitici poiché unico modo per riuscire a chiudere occhio nel bunker e unici farmaci concessi senza discussione, mentre altri problemi medici, in gran parte riconducibili allo stress e alle condizioni di vita, non vengono minimamente riconosciuti dal cantone”. La sorveglianza è tutt’oggi affidata a un’agenzia di sicurezza privata il cui personale “non esita a usare metodi forti che sconfinano spesso nella brutalità”. Il regime particolare di Camorino, conclude il Forum Alternativo, “è ben conosciuto negli altri centri ticinesi dove viene usato come spauracchio per tenere a bada i più riottosi”.

Le dieci richieste

Oltre a sollecitare la chiusura immediata della struttura, la petizione del Forum Alternativo chiede la riduzione del sovraffollamento, l’attivazione della rete di famiglie disposte di ospitare richiedenti l’asilo anche per brevi periodi, la messa a disposizione di possibilità per lavori di pubblica utilità; in materia di condizioni di alloggio, abbigliamento, sussistenza e simili viene chiesta l’applicazione dei criteri minimi previsti dalla Conferenza svizzera dell’istituzione dell’azione sociale, come pure il libero accesso nei centri per rifugiati di medici, infermieri, assistenti sociali e avvocati; pure auspicata l’applicazione delle medesime condizioni di vita per tutti i rifugiati, indipendentemente dal loro statuto giuridico; e l’istituzione di un servizio di ispettorato riguardante le condizioni di vita dei rifugiati designato dall’Organizzazione svizzera per i rifugiati con l’obiettivo di verificare il rispetto delle condizioni per le entità appaltatrici; infine vengono anche richiesti un sostegno psicologico per l’elaborazione dei traumi e il divieto d’interventi notturni e senza preavviso da parte della polizia.

Leggi anche:

'Chiudete subito il bunker di Camorino'

11 milioni per il nuovo Centro polivalente di Camorino

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved