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Sarà completamente ristrutturato (Ti-Press)
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22.11.2021 - 15:590
Aggiornamento : 19:05

Bellinzona, sì ai 9,9 milioni per la sede provvisoria del liceo

Il Gran Consiglio ha accolto con 73 voti favorevoli, 4 contrari e un’astensione il credito per realizzare le strutture prefabbricate

La costruzione della sede provvisoria del Liceo di Bellinzona (che sarà completamente ristrutturato) partirà a breve e dovrebbe essere pronta per l’inizio del prossimo anno scolastico (2022-2023). Il Gran Consiglio oggi, 22 novembre, ha infatti accolto – con 73 voti favorevoli, 4 contrari e un’astensione – il credito di 9,9 milioni di franchi necessario per realizzare le strutture prefabbricate a fianco dell’attuale istituto. Credito al quale, lo ricordiamo, la Commissione parlamentare della gestione ha aggiunto un milione, rispetto agli 8,9 previsti, a favore di ulteriori spazi di aggregazione interni ed esterni e di due aule dedicate alla pedagogia speciale. La mancanza di spazi comuni nella sede provvisoria era infatti stata oggetto di una petizione firmata da 548 allievi (su un totale di circa 800). Gli studenti, almeno su questo punto, sono dunque stati ascoltati e hanno così raggiunto un risultato non scontato.

Ristrutturazione ‘urgente e indispensabile’

Le criticità emerse dalla petizione «hanno trovato ascolto», ha confermato il relatore commissionale Bixio Caprara (Plr) durante il dibattito in Gran Consiglio, aggiungendo che la ristrutturazione del liceo è «urgente e indispensabile». Caprara ha poi ricordato che le strutture prefabbricate non saranno smantellate una volta che i lavori alla sede principale saranno conclusi (dovrebbe essere nuovamente agibile per l’anno scolastico 2025-2026): saranno infatti «trasferite a Biasca» dove è previsto il risanamento della scuola media e del centro di formazione professionale. Oltre al Plr anche Lega, Ppd, Ps, Udc, Verdi e Partito comunista si sono detti favorevoli al credito, ritenendo, in sintesi, che si tratti di una buona soluzione che tiene conto anche delle osservazioni dei diretti interessati, ovvero studenti, docenti e direzione dell’istituto.

Risparmio di energia grigia

Anche il consigliere di Stato Christian Vitta ha parlato di uno «spirito costruttivo» che ha permesso di andare incontro alle esigenze degli allievi. Inoltre, questa soluzione permetterà di rispettare i tempi e di «allungare il ciclo di vita» dell’edificio ristrutturato, come se venisse costruito da zero. Una nuova sede, oltre che costare di più dei previsti 43,8 milioni di franchi, sarebbe anche meno sostenibile dal punto di vista ambientale: il rinnovamento dell’attuale stabile permette infatti di limitare l’utilizzo di nuovi materiali, risparmiando cosiddetta energia grigia. Da parte sua il direttore del Dipartimento dell’educazione Manuele Bertoli ha sottolineato che la sede provvisoria permetterà «di svolgere lezioni in tranquillità» e che le osservazioni degli allievi «hanno ottenuto risposta». Anche se durante questo processo si sarebbe «potuto fare meglio», l’importante è che si sia arrivati a «una buona soluzione».

Progetto ‘costoso e impreciso’

A opporsi al credito è invece stato in particolare il Movimento per il socialismo: Angelica Lepori Sergi ha definito l’intero progetto di ristrutturazione del liceo di Bellinzona «costoso, impreciso e poco credibile». L’Mps aveva presentato un emendamento nel quale chiedeva di realizzare un edificio tutto nuovo. Un progetto che non sarebbe stato «né più costoso né più lungo» di quello attuale, ha affermato la granconsigliera. Tuttavia, l’emendamento è stato ritenuto irricevibile dall’Ufficio presidenziale, visto che emendava le conclusioni del rapporto commissionale e non il decreto legislativo. Anche Più Donne ha manifestato il suo scetticismo: in particolare con una pianificazione migliore si sarebbe potuta prendere in considerazione anche la costruzione di una nuova sede sull’ex campo militare. Una variante che tuttavia la Gestione ha scartato a causa di costi troppo alti e tempi di realizzazione troppo lunghi anche a causa della necessaria modifica del Piano regolatore. Insomma, Maura Mossi Nembrini ha votato sì «perché i ragazzi se lo meritano», mentre Tamara Merlo si è opposta al credito.

L’Mps interroga il Municipio di Bellinzona

Nel frattempo, sempre oggi, l’Mps ha inoltrato un’interpellanza al Municipio di Bellinzona, riguardante proprio quest’ultima variante. Secondo Giuseppe Sergi, Angelica Lepori e Matteo Pronzini sarebbe “apparsa una sorta di reticenza da parte della città di Bellinzona a voler collaborare attivamente per cercare la migliore soluzione al problema”. Chiedono quindi all’esecutivo cittadino in quali occasioni (e quando) è stato contattato, “nella sua veste di proprietario di alcuni terreni vicini all’attuale sede del Liceo di Bellinzona, in vista della sua ristrutturazione o di una nuova costruzione su terreni adiacenti”; “quali sono state le eventuali ipotesi prospettate dall’autorità cantonale e quali sono state le risposte del Municipio; e se è stato coinvolto sull’attuale progetto di sede provvisoria”. In questo caso: “Quali richieste gli sono state presentate? Quali risposte ha dato?”.

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