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12.11.2021 - 12:09
Aggiornamento: 18:01

Centro di pronto intervento, il Ppd spinge su via Tatti

Città: mozione chiede di riverificare la possibilità di realizzare la struttura mista in zona Sarecc, i cui terreni non sono però edificabili

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Ti-Press
C’è attesa all’ombra dei castelli

Dopo i ripetuti e vani tentativi fatti dal presidente della Croce Verde di Bellinzona Vincenzo Lacalamita nel cercare di convincere il Municipio a prevedere nel comparto di via Tatti – sui terreni non edificabili in zona Sarecc di proprietà del Patriziato di Carasso – la nuova Centrale di pronto intervento comunale che riunirebbe sotto lo stesso tetto anche Pompieri, Protezione civile e Azienda multiservizi, un’identica proposta viene formalizzata oggi dal Ppd. Con una mozione depositata dal capogruppo in Consiglio comunale Paolo Locatelli. Questo mentre è sempre in pole-position, come già scritto più volte dalla ‘Regione’, l’ultima volta lo scorso 22 marzo, il terreno del Seghezzone a Giubiasco di proprietà del Consorzio correzione fiume Ticino. Mappale dove un tempo il Cantone intendeva realizzare la Centrale di allarme della Polizia cantonale (poi invece finita alle Semine) e dove sostano solitamente le carovane di nomadi svizzeri jenish.

Seghezzone tutt’oggi in pole-position

Il vasto terreno è in pole-position fra le varie ipotesi valutate essendo già pianificato per accogliere strutture d’interesse pubblico; ma a rallentare l’iter è il ricorso del Municipio medesimo. Ricorso fermo da parecchio tempo al Tribunale amministrativo cantonale cui si chiede (dopo il no governativo) di completare la pianificazione, come fece inizialmente l’allora Esecutivo giubiaschese prima dell’aggregazione, con una parte artigianale; soluzione pensata per sgravare una vicina zona residenziale mista. Tempi decisionali lunghi. Idem quelli di elaborazione di un progetto di massima avviato la scorsa legislatura per la struttura mista di pronto intervento di cui si sono perse le tracce. E aggiungiamoci pure che la Sezione cantonale della logistica ha a sua volta posato gli occhi sul Seghezzone per un’ipotesi di nuova Scuola media. Senza contare, poi, che su un vicino mappale appartenente all’Ufficio federale delle strade lungo l’A2, pure adocchiato dalla Città, intende invece esercitare il diritto di prelazione il Dipartimento del territorio per realizzarvi un’area nomadi.

La Croce Verde ha fame di spazio

Tutto ciò ha spazientito la Croce Verde la cui sede in città situata all’incrocio fra via Zorzi e via Rodari risulta ormai troppo piccola. Da qui la mozione Ppd che chiede di “valutare, studiare e verificare l’opportunità di realizzare un Centro multiservizi di pronto intervento in zona via Tatti vicino al nuovo semisvincolo; e successivamente sottoporre al Consiglio comunale un messaggio municipale per la domanda di un credito di progettazione del nuovo centro di pronto intervento entro la fine della corrente legislatura (2024)”.

Il Tribunale ha sancito che è agricolo

Il terreno in questione in zona Sarecc, come detto, appartiene al Patriziato di Carasso e non è edificabile. Una decina d’anni fa il Patriziato lo aveva messo a disposizione per realizzarvi il nuovo stadio del Bellinzona Calcio, ma non se ne fece nulla. Il Ppd, d’altronde, ne è cosciente: “Il contesto pianificatorio-territoriale dei terreni adiacenti a Via Tatti è delicato – scrive Locatelli – ritenuto che non può essere destinato a funzioni diverse dalle esistenti. Stiamo però pur sempre parlando del comparto di quella che sarà la nuova ‘porta d’accesso principale’ viaria di Bellinzona: in questa logica, i terreni potrebbero essere presi in considerazione per ospitare strutture con funzioni di chiaro interesse pubblico”. Il Ppd aggiunge che “le necessità di spazio in termini di superficie, per esempio per la sola struttura logistica della Croce Verde, sono comunque esigue e non dovrebbero essere messe in discussione dalle anacronistiche destinazioni attuali dei sedimi, pur riconoscendo alla funzione agricola delle connotazioni formali solide ma allo stesso tempo non immuni dall’essere riponderate con buon senso”. Tuttavia il fondo, ricordiamo, è stato già oggetto in passato di proposte pianificatorie per renderlo edificabile e tutte sono state cassate a più livelli, soprattutto per motivi di ordine paesaggistico, agricolo e di contenibilità del Piano regolatore. L’ultima volta ancora nel 2006 con la chiara indicazione del Tribunale della pianificazione di concretizzarne la pianificazione quale terreno fuori dalla zona edificabile. A ogni modo, la mozione è destinata a sollecitare un dibattito. Infatti attorno a via Tatti lo sguardo potrebbe posarsi anche su altri terreni, come per esempio il posteggio Tatti di cui il Cantone, insieme alla Città, sta valutando l’interramento lasciando in superficie una eventuale possibilità edificatoria.

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