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Gudo, ferie al camping con l’antenna 5G: timori fra i vicini

Domanda di costruzione sospesa dal Comune di Bellinzona ritenendo lacunosa la documentazione presentata da Sunrise. Pronti a opporsi alcuni confinanti

L'antenna prevista nel camping supera in altezza gli alberi
2 aprile 2021
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Accanto ai campi sportivi, sui campanili delle chiese, nelle discariche, lungo autostrade e strade cantonali, nelle zone industriali, ai margini dei quartieri abitati, dentro i quartieri abitati, sopra i tetti di abitazioni. Le antenne di telefonia mobile sembrano non avere confini sebbene vi siano Comuni (come la Città di Bellinzona) dotatisi di basi legislative che impongono alle compagnie telefoniche il rispetto del ‘sistema a cascata’ indicante la necessità di posarle prioritariamente nelle zone marginali meno sensibili per la salute della popolazione. L’ultima ‘frontiera’ arriva dal quartiere più occidentale di Bellinzona, Gudo, dove Sunrise il 18 marzo ha posato una modina alta venti metri nel bel mezzo di un… camping, peraltro in zona non edificabile.

I clienti tornerebbero lì in vacanza?

Il luogo è Progero, a sua volta periferia ovest di Gudo. Il campeggio La Serta, confinante con tre palazzine abitate da decine di famiglie e con alcune abitazioni mono e bifamiliari, ha dimensioni molto contenute. Capienza massima 29 posti, micro piscina riempita con l’acqua del vicino riale, servizi ridotti all’indispensabile, adatto a chi non ha grandi esigenze. Nella bella stagione registra spesso il tutto esaurito. Vi sono clienti affezionati che vi giungono da decenni; un micro luogo di relax molto apprezzato peraltro dagli appassionati di canyoning. In questi giorni di sole alcuni clienti hanno posato le loro sdraio con vista direttamente sulla modina. Quasi certamente si stanno chiedendo se l’anno prossimo si sentiranno ancora così tranquilli, qualora l’antenna dovesse realmente sorgere in quel luogo; e se, perciò, vorranno ancora trascorrervi le ferie.

Inquilini pronti ad andarsene

La novità ha subito generato preoccupazione fra alcuni vicini, già attivatisi con lettere e telefonate al Comune di Bellinzona e pronti a impugnare con un’opposizione l’eventuale domanda di costruzione. Infatti la domanda di Sunrise c’è ma non è ancora stata pubblicata dal Comune – ha appurato la ‘Regione’ – ritenendo incompleta la documentazione presentata; a mancare, fra le altre cose, sarebbe la prova di aver valutato e scartato nella zona soluzioni alternative meno vicine alle abitazioni, come richiesto appunto dal ‘sistema a cascata’ che però a Bellinzona non è ancora entrato in vigore essendo stato votato dal Consiglio comunale lo scorso 8 marzo; sistema che tuttavia il Municipio considera già ora dato per acquisito. L’allerta nel vicinato è comunque già alta e sta prendendo corpo l’ipotesi di una raccolta firme per sensibilizzare il Comune. Non da ultimo, taluni inquilini stanno meditando di traslocare qualora l’antenna dovesse veramente sorgere a poche decine di metri dai loro appartamenti.

Ci aveva già provato Swisscom

Nel cuore del Piano di Magadino la copertura di telefonia mobile è attualmente lacunosa, come risulta dall’apposita mappa online della Confederazione: le antenne più vicine si trovano ad alcuni chilometri di distanza, ossia a ovest sulla discarica del Pizzante (territorio di Locarno sul Piano), a est fra Sementina e Monte Carasso e a sud, sponda sinistra del fiume Ticino, a Sant’Antonino e Cadenazzo. Nel 2014 una soluzione era stata ipotizzata da Swisscom prevedendo un’antenna accanto al parco giochi sorto sul terreno patriziale situato nella parte opposta del paese. Risultato: opposizione di un confinante e mobilitazione del vicinato con un centinaio di abitanti rivoltisi per iscritto all’autorità cantonale. In quella circostanza il Dipartimento del territorio, responsabile delle domande di costruzione in zone non edificabili, aveva preavvisato negativamente l’antenna; e conseguentemente, essendo vincolante il ‘no’ cantonale, l’allora Municipio aveva accolto l’opposizione del privato e azzerato le mire di Swisscom. La situazione potrebbe ripetersi oggi trattandosi, come detto, di un terreno non edificabile e di un impianto, stando al vicinato, troppo vicino alle abitazioni. E poco importa che si tratti di un’antenna di ultima generazione, dotata cioè della nuova tecnologia ‘Beamforming’ che non trasmette più segnali diffusi ma genera tanti campi elettrici piccoli e mirati la cui intensità media minore si adegua alle esigenze di ogni utente (stanziale o di passaggio) incrementando la capacità e la velocità di rete: in assenza di garanzie riguardo all'influsso sulla salute, taluni confinanti temono per se stessi e, aspetto non secondario, anche per il valore delle loro proprietà. Per contro è notorio che le compagnie prevedono lauti compensi per i proprietari dei terreni su cui sorgono le antenne.

Il titolare: ‘Non bella da vedere, ma necessaria’

«Al giorno d’oggi tutti si aspettano di poter telefonare e navigare su internet con il proprio smartphone senza difficoltà, ma nessuno vuole le antenne necessarie». Philippe Cottini, che gestisce il campeggio La Serta, è quindi convinto che la costruzione di un’antenna 5G sul suo terreno possa anche migliorare la situazione. Infatti «molti clienti mi chiedono regolarmente perché la ricezione telefonica sia così scadente», precisa alla ‘Regione’. È tuttavia innegabile che un’antenna 5G possa generare malumori. «È chiaro che non sarà bella da vedere, nemmeno a me piace. In effetti bisognerebbe rendere tutte le antenne di telefonia più gradevoli alla vista. Per quanto riguarda invece ad esempio le radiazioni, personalmente non ho paura. Di formazione sono tecnico elettronico e quindi so di cosa sto parlando». Cottini non teme nemmeno di perdere clienti: «Probabilmente da un lato ci saranno persone che non torneranno per soggiornare nel campeggio, ma dall’altro arriveranno nuovi clienti che apprezzeranno il fatto di poter telefonare e navigare su internet senza problemi». Ma non sarebbe stato meglio costruire questa antenna in un altro posto? «Innanzitutto non c’è ancora e sinceramente dubito che sarà costruita. In secondo luogo, ripeto, tutti vogliono una ricezione migliore, ma nessuno vuole un'antenna sul proprio terreno. Se si trovasse un altro posto dove costruirla permettendo ai clienti del camping e agli abitanti di Gudo di avere una ricezione migliore, non avrei nulla in contrario».

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