Le sottoscrizioni raccolte da Noce, Avanti con Ticino&Lavoro, HelvEthica, Partito comunista e indipendenti (come Tuto Rossi) consegnate a Palazzo Civico

Sono oltre 4'600 le firme raccolte (ne erano necessarie 3'000) da Noce, Avanti con Ticino&Lavoro, HelvEthica, Partito e Gioventù comunista e da alcuni esponenti politici indipendenti (come il democentrista Tuto Rossi) contro, in sostanza, il credito di 19 milioni di franchi accolto dal Consiglio comunale per la prima tappa volta a valorizzare e rilanciare dal profilo culturale e turistico la Fortezza – o i ‘Castelli’, come insistono i referendisti – di Bellinzona. Le sottoscrizioni sono state consegnate questa mattina, 11 maggio, alla cancelleria del Comune a Palazzo civico, entro, dunque, i termini previsti dalla legge.
Ricordiamo che il referendum era stato lanciato con la motivazione di difendere la denominazione ‘Castelli’, anziché ‘Fortezza’; per continuare a garantire il libero accesso alla corte di Castel Grande e alla murata – nel progetto di valorizzazione presentato dal Municipio diventerebbero infatti a pagamento, con possibili eccezioni per i residenti – e contro l’esternalizzazione della gestione del sito Unesco a una fondazione controllata in particolare da Città, Cantone e Organizzazione turistica regionale. Nel frattempo si è aggiunta anche una critica esplicita ai 19 milioni votati dal legislativo.