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Bellinzonese
27.06.2019 - 11:000

Anche la Stan contro il terzo binario

Secondo la Società ticinese per l'arte e la natura, che ha inoltrato opposizione, l'esame d'impatto ambientale è da rifare

Tra la trentina di opposizioni inviate all'Ufficio federale dei trasporti durante la pubblicazione dei piani per il terzo binario a Bellinzona figura anche quella della Società ticinese per l'arte e la natura (Stan) e di Patrimonio svizzero (Ps), contrari in particolare a due aspetti del progetto. Come scrive in un comunicato, la Stan ritiene che Ffs, autorità cantonali e comunali abbiano sottovalutato gli impatti ambientali del terzo binario (rumori, smog elettromagnetico, vibrazioni e polveri fini) e dell’aumento di traffico di treni merci che si prospetta. Oltre alla loro opposizione, ricordiamo, a Berna sono giunte anche quelle di Municipio di Bellinzona, Casa anziani Paganini Rè, Assemblea genitori Sud, Associazione difesa interessi centro storico, Cassa pensioni Eoc e molti privati.

"L’incremento a breve termine della domanda di tracce per treni merci è assolutamente sottostimato, perché le Ffs non tengono conto né della nuova politica per il trasferimento del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia, annunciata dalla Consigliera federale Simonetta Sommaruga, e tantomeno della nuova realtà rappresentata dalla Via della seta, promossa dalle Cina", viene fatto notare.

In più il progetto la cui pubblicazione è appena terminata, non rispetta "un principio sacrosanto dell’Ordinanza federale contro i rumori". Ovvero, in presenza di sostanziali modifiche di un impianto esistente che generano un importante aumento del numero dei treni, il progetto dev'essere considerato alla stregua di un nuovo impianto "al quale si applicano, segnatamente per la valutazione dell’impatto fonico, i valori di pianificazione e non i valori-limite, come invece hanno fatto le Ffs". Pertanto l'esame d'impatto ambientale "dev’essere ristudiato e, se del caso ripubblicato".

Un altro aspetto sollevato dalla Stan riguarda l’impatto dei portali della galleria Svitto II e della nuova linea contro le murate nord e sud, protette a livello internazionale (Unesco), nazionale (isos), cantonale (Bene culturale d’importanza cantonale) e comunale (PR). "Tutto il progetto collide massicciamente contro il perimetro di rispetto decretato dal Consiglio di Stato nel 2010", scrive la Stan.

"Il terzo binario imporrebbe alla popolazione tra Claro e Giubiasco un carico ambientale eccessivo e un intollerabile scadimento della qualità del vivere". Pertanto viene criticato l'agire della Confederazione che non considera "seriamente l’opportunità di una realizzazione a tappe della linea di aggiramento di Bellinzona, parte integrante del progetto AlpTransit Ticino, concordato a suo tempo come base pianificatoria a medio termine, ossia oltre 25 anni orsono".

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