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La proposta dell'Ata: 'unire' i tre binari
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22.06.2019 - 06:10

Elettrosmog, ‘e se spostassimo il terzo binario?’

L’Ata suggerisce una soluzione per diminuire l’inquinamento elettromagnetico sulla palestra delle scuole Sud. Ma attenzione alla distanza fra i due tunnel

di Marino Molinaro

Nel 2012 aveva proposto di realizzare un terzo binario fra la stazione Ffs di Bellinzona e il ponte del Tombone e d’inserire una fermata TiLo dietro piazza Indipendenza a Bellinzona per migliorare l’offerta del trasporto pubblico su rotaia nella città caratterizzata da un elevato pendolarismo quotidiano di funzionari e studenti. Un’idea poi sostenuta dal Municipio cittadino e fatta propria dalle Ffs. Ora l’Associazione traffico e ambiente, tramite il suo vicepresidente nazionale Bruno Storni, avanza una proposta per risolvere il problema dell’elettrosmog che la palestra delle scuole Sud subirebbe a causa del terzo binario necessario a gestire in modo adeguato il transito dei treni merci e passeggeri in regime di AlpTransit. Siccome una schermatura fisica non fermerebbe le onde elettromagnetiche prodotte dalla linea a 15’000 Volt e poiché le Ffs hanno già previsto onerosi affinamenti tecnici per ridurre l’impatto elettromagnetico sulla palestra e su altri fondi confinanti con i binari, le stesse Ferrovie dopo aver ipotizzato nel Rapporto d’impatto ambientale di chiedere una deroga per otto sedimi, nei giorni scorsi messe sotto pressione dalle opposizioni di Comune e privati hanno corretto il tiro dichiarando di voler trovare una soluzione finanziariamente sostenibile. Quale, non è dato sapere. L’Ata un’idea ce l’ha. «Premesso che le Ffs non intendono per ora traslare la palestra a loro spese – spiega Bruno Storni –, potrebbero allora spostare il previsto nuovo binario realizzandolo non più a ridosso della palestra ma avvicinandolo agli altri due già esistenti. Così facendo si allontanerebbe di oltre tre metri la linea elettrica dagli edifici scolastici con notevole diminuzione dell’irradiamento elettromagnetico».

Meno di 5,5 metri non si può

Rispetto al progetto elaborato dalle Ffs, si eliminerebbe la doppia piattaforma centrale e si avvicinerebbe l’uscita del nuovo tunnel sotto Montebello a quello esistente; quanto alla piattaforma della fermata esterna, verrebbe realizzata sul lato nord del nuovo binario e della fermata. La quale in definitiva avrebbe due binari esterni con due marciapiedi esterni per il servizio TiLo e un binario centrale da usare per treni di lunga percorrenza Intercity, InterRegio, RegioExpress o merci che non si fermeranno in piazza Indipendenza. Soluzione fattibile? «Si saprà qualcosa entro un paio di mesi», risponde una portavoce delle Ffs alla ‘Regione’. Se da una parte non sembra problematica l’ipotesi di avvicinare i tre binari a cielo aperto, più ostica se non impossibile – quanto meno per una questione di statica e di norme ferroviarie – sembra quella di diminuire la distanza fra i due tunnel sotto Montebello, che le Ffs hanno fissato in 5,5 metri fra le rispettive pareti più vicine. Ridurli significherebbe incrementare il rischio – specie durante le operazioni di scavo con dinamite – di deformazioni nella doppia galleria esistente, con conseguenze negative sul transito ferroviario lungo l’asse del San Gottardo, oltre che per la storica murata del castello su cui sono stati eseguiti approfonditi rilievi che hanno concluso per una sostanziale resistenza al previsto cantiere. Lo Studio d’impatto sul patrimonio Unesco, datato giugno 2018, rileva infatti che “il nuovo tunnel dev’essere costruito assicurando le garanzie di stabilità e di funzionamento alla galleria adiacente, nella quale si trovano gli unici due binari sull’asse internazionale del Gottardo. Per garantire questo vincolo di sicurezza è imperativo avere una distanza di sicurezza minima tra le due gallerie, che non può essere ulteriormente ridotta” rispetto ai 5,5 metri indicati.

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