Bellinzonese

Binocoli, tablet e schermi tattili nel futuro dei castelli

Costerà 7-9 milioni il progetto di valorizzazione turistico-storico-ludico che mira a coinvolgere maggiormente il pubblico grazie alle nuove tecnologie

L'esperta Denise Tonella col sindaco Mario Branda (Ti-Press/Golay)
28 marzo 2019
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Addio ai tre castelli di Bellinzona come spesso vengono oggi intesi, ossia come singole opere medievali resistite ai secoli che rappresentano sì il marchio Unesco di Bellinzona ma non un’attrattiva storica e turistica in grado di coinvolgere, emozionare, affascinare ed entusiasmare veramente il pubblico e i turisti, siano essi adulti o bambini. E spazio alla 'Fortezza di Bellinzona'. Con un investimento fra i 7 e i 9 milioni di franchi da realizzare fra il 2020 e il 2024 – i cui dettagli sono stati esposti stamane in conferenza stampa – la Città intende trasformare i manieri nel ‘progetto faro’ del Bellinzonese in grado di generare ricadute positive sul territorio. Progetto che il Comune porta avanti da tre anni coinvolgendo Cantone (proprietario), Ente regionale per lo sviluppo e Organizzazione turistica regionale.

Dagli attuali 100mila a 200mila visitatori all'anno

L’obiettivo di raggiungere circa 200mila visitatori all’anno passerà attraverso la loro promozione come Fortezza di Bellinzona, da visitare e conoscere nel suo complesso facendo capo alle più moderne tecnologie quali tablet portatili, schermi tattili, modellini interattivi, binocoli che in una quindicina di postazioni consentiranno di osservare il territorio turrito odierno e quello medievale con immagini dell’epoca, filmati, un percorso ludico lungo tutta la murata per famiglie dal centro cittadino fino al Sasso Corbaro da affrontare scaricando un’App, nuove mostre permanenti sulla storia dei tre manieri, sul territorio e le vie di comunicazione. Spazio anche ai bambini, con occasioni che consentiranno di conoscere da vicino gli abiti dell’epoca, le professioni, i personaggi noti e meno noti, la vita castellana, le funzioni di controllo e difesa nel periodo ducale dai Visconti agli Sforza.

Visitor center e infoshop in piazza Collegiata

«Non vogliamo trasformare i manieri in un’occasione di visita per soli specialisti o appassionati di storia – ha premesso il sindaco Mario Branda facendo gli onori di casa – ma in un’offerta di divulgazione turistico-museale per chiunque voglia ampliare le proprie conoscenze». A livello infrastrutturale è previsto un visitor center e infoshop in piazza Collegiata (al pianterreno di BancaStato); nuove saranno l’illuminazione di tutta la fortezza, l’accoglienza a Montebello col ripristino della Casa del vignaiolo, la segnaletica turistico-culturale sparsa nella Turrita. Mano sarà messa alla murata modificando l’accesso e la struttura dell’autosilo Cervia, togliendo la possibilità di posteggiare in superficie.

Mostre più legate alla fortezza

A curare la ‘rivoluzione’ storico-divulgativa è Denise Tonella, curatrice del Landesmuseum di Zurigo. Fra le novità che saranno introdotte – ha sottolineato – vi sarà l’abbandono di mostre temporanee poco o affatto legate alla storia della fortezza; focus dunque sulla fortezza in tutte le sue affascinanti sfaccettature. Dal canto suo Marco Molinari, rappresentante del Dipartimento del territorio, ha ricordato che le riserve espresse tre anni fa dal Cantone (proprietario dei castelli) riguardavano una prima ipotesi d’intervento (scaturita dallo studio Erlebnisplan indicante tre differenti gradi d’intervento) che nella versione più cara e allora apprezzata da quasi tutte le parti coinvolte mirava a portare fino a 300mila visitatori all’anno, ciò che «avrebbe rappresentato un carico antropico ritenuto eccessivo per il bene protetto Unesco».

Il governo valuta l'eventuale co-finanziamento

Attualmente il Cantone – che tramite i fondi di politica regionale ha finanziato nella misura del 90% gli studi sin qui svolti – sta approfondendo gli aspetti finanziari: entro fine anno il governo, nell’ambito della definizione del Piano finanziario di legislatura, dovrà indicare quali eventuali aiuti potrà prevedere per sostenere l’investimento complessivo. Il progetto – è stato ricordato – passerà anche attraverso un nuovo management con l’istituzione di un team di gestione.

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