Eccoci a Morcote: entriamo nel parco terrazzato affacciato sul Ceresio sognato e realizzato fra il 1930 e il 1956 da Hermann Arthur Scherrer

“Medito spesso, come un poeta o un pensatore qualsiasi [...] trasportato dalla bellezza e dal misticismo di questo angolo di terra benedetta. La posizione geografica di Morcote è completamente diversa da quella degli altri comuni del cantone, poiché il villaggio, situato a sud, gode del sole, anche durante i mesi invernali, in tutto il suo splendore”. (Hermann Arthur Scherrer)
Preparati, respira, stai per entrare in un luogo vivo. Varcato il cancello in ferro battuto del Parco Scherrer, a Morcote, ci si incammina “verso l’alto” su solidi gradini in pietra. Sin dai primi passi dentro questo regno vegetale, ci si sente in un’altra dimensione. Un sogno lucido popolato da leoni ruggenti, creature mitologiche e figure nude, portatrici di una bellezza antica, che si intercalano a piante autoctone e specie provenienti da continenti lontani. Creato da Hermann Arthur Scherrer tra il 1930 e il 1956, oggi il giardino terrazzato è aperto al pubblico gratuitamente. Nei suoi padiglioni sparsi, Scherrer mise gli artefatti raccolti durante i suoi numerosi viaggi nel mondo. Diversi anni dopo la morte del marito, la vedova Amalia Scherrer lo lasciò al Comune di Morcote con il desiderio che venisse mantenuto intatto e fosse godibile da tutti. Oggi, tra oleandri odorosi, bambù e statue di divinità greche, c’è chi si sposa, chi organizza un concerto jazz e chi trova un respiro rigeneratore.
© Ti-PressHermann Arthur Scherrer (1881-1956), sangallese, erede di una facoltosa famiglia di produttori di pizzi e tessuti, fu imprenditore tessile e gestì a lungo l’attività di famiglia, a San Gallo e poi a Monaco di Baviera, dove trasformò la boutique del padre in una rinomata sartoria maschile. Partiva regolarmente per viaggi di esplorazione, soprattutto in Oriente, alla ricerca di sete e tessuti rari e affascinato da diversi modi di vivere e pensare. Da ogni viaggio tornava con artefatti rappresentativi di quelle culture, ampliando la sua collezione. A Morcote trovò casa la sua passione per l’arte, il collezionismo e i viaggi, reali e immaginari. Innamoratosi del borgo, acquistò un terreno di terrazze verdi affacciate sul Lago Ceresio e qui, guidato dall’estro e da una punta di follia, creò il suo “giardino delle meraviglie”.
© Ti-PressScherrer modella il terreno e disegna un percorso mistico. Tra la vegetazione si incontrano fontane in pietra, putti con calici traboccanti di frutta, animali del bosco, Buddha e divinità delle civiltà antiche, oltre a padiglioni Art Déco dedicati ai suoi viaggi. Vi sono custoditi manufatti dei Paesi visitati, di epoche e culture diverse. Entrare nel giardino significa viaggiare nello spazio e nel tempo, tra territorio ticinese e immaginari esotici.
© K.G.La Palazzina Indiana è, per esempio, ispirata al Palazzo Salò di Brugine, nel Padovano. Le pareti sono decorate con elementi indiani, islamici e persiani, mentre gli interni raccolgono tappeti orientali, un grande camino cinese, un lampadario in vetro di Murano e la foto dell’Aga Khan, di cui Scherrer era amico. La Limonaia, struttura “leggera” dalle grandi finestre originariamente destinata a proteggere gli agrumi dal freddo, si affaccia sul prato dove si tengono piccoli concerti, sotto allo sguardo attento di Venere, Ercole e Giunone. All’interno, al posto degli agrumi, gli animali bianchi dello scultore ticinese Renzo Fontana, di cui Scherrer era un estimatore, creano un effetto fiabesco anche grazie alla taglia surreale delle bestie. In omaggio alla sua terra adottiva, all’uscita del parco si trova una casa tradizionale lombardo-ticinese, ricostruita nel 1930 con materiali provenienti da un’abitazione del 1300 del quartiere Sassello a Lugano, demolita per fare spazio alla modernità.
© Ti-PressOggi il Parco fa parte dei Grandi Giardini Italiani. Le architetture in stile Barocco, Rococò e Art Nouveau lo riconducono ai giardini in stile Follies, caratterizzati da costruzioni eccentriche e capaci di sorprendere. La Casa del Tè Siamese, circondata da bambù e busti del Buddha, ricrea l’atmosfera di un tempio per la cerimonia del tè e testimonia il legame di Scherrer con la spiritualità dell’Oriente.
© K.G.Superata la Casa del Tè, si arriva al Tempio egizio di Nefertiti, dove riposano le ceneri di Scherrer e della moglie: protette dal busto (copia dell’originale di Berlino) della potente regina e grande sacerdotessa egizia. Al centro del Parco si trova la copia in scala 1:4 dell’Eretteo, il secondo tempio dell’Acropoli di Atene.
Addentrarsi nel Parco Scherrer richiama alla pratica dello Shinrin-yoku, termine giapponese per indicare un’immersione benefica nella foresta, qui nella flora subtropicale del Ticino. Protetto a nord dalle Alpi, il microclima di Morcote beneficia dell’effetto mitigatore del Lago Ceresio, che riduce le gelate invernali e garantisce umidità costante, mentre l’esposizione a sud massimizza il calore estivo. Oleandri ed eucalipti, aranci e limoni, cedri e cipressi, glicini e camelie, palme e bambù, oltre a piante grasse, fichi d’India, agavi e cactus. Molte specie sono indicate da cartelli che permettono di approfondirne la conoscenza.
Seduti su una panchina di sasso, la mente trova pace osservando le sfumature verdi della vegetazione fondersi con quelle del lago.
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