Raccontiamo il teatro non professionistico, quello che si fa nel tempo libero con passione e dedizione. Partiamo dalla puntata zero con la Ffsi

Raccontiamo il teatro non professionistico ticinese, quello che si fa nel tempo libero, investendo conoscenze, dedizione e… tanta passione. La puntata zero alza il sipario su questa piccola grande realtà che coinvolge centinaia di persone: iniziamo facendo due chiacchiere con Ana Camponovo della Federazione filodrammatiche della Svizzera italiana.
Quindici compagnie teatrali, per un totale di anche più di trecento persone che, più o meno regolarmente, fanno su e giù da un palcoscenico. Chi con un copione in mano, chi per sistemare scenografia, luci di scena o aggiustare questo o quel dettaglio audio. Le compagnie teatrali si avvicendano sul palco per una, due, ma anche tre o più serate sull’arco della settimana, specie quando in cartellone ci sono diverse rappresentazioni in un calendario che di norma va da inizio autunno a primavera inoltrata.
Ridotti ai minimi termini, questi sono alcuni dei numeri che fotografano la Federazione filodrammatiche della Svizzera italiana (Ffsi), istituita nel 1983 – ma le cui origini risalgono addirittura al 1919, quando le compagnie di Mendrisio, Chiasso, Lugano e Locarno decisero di istituire una sorta di associazione mantello – con lo scopo di promuovere l’attività delle compagnie amatoriali nella nostra regione. E se già questi numeri dicono che il teatro amatoriale è tutt’altro che un ‘passatempo’ per pochi intimi, se il discorso viene esteso anche alle compagnie che non sono affiliate alla Ffsi, il quadro diventa ancora più… popolato. «Una stima del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport risalente a subito prima della pandemia, annotava qualcosa come 380 compagnie amatoriali censite in Ticino e, se ognuna impegna a vario titolo dalle dieci alle venti persone, il calcolo di quanto sia grande il ‘popolo dei palchi’ è presto fatto». A guidarci… dietro le quinte della ribalta teatrale amatoriale della Svizzera italiana è Ana Camponovo, responsabile delle filodrammatiche in seno alla Ffsi. Ed è partendo dalla Federazione mantello a livello ticinese, guidati da Ana Camponovo, che ticino7 apre una finestra, che tornerà a scadenze regolari, per portare di volta in volta sulla ribalta una delle molte realtà del teatro amatoriale nostrano.
© Ffsi«Da un anno all’altro qualcuno smette, qualche compagnia si mette in ‘stand-by’, ma altre approdano per la prima volta sul palco, o si riattivano. A mancare, in particolare, è la fascia di mezza età: c’è chi lavora con bambini o adolescenti, ma poi questo potenziale per gran parte si disperde... È un peccato, perché sono dell’avviso che questo genere di intrattenimento rappresenti una ricchezza culturale tutt’altro che trascurabile. Fortunatamente, qualche eccezione c’è: come ‘Gli Attomatti’, una compagnia di italiani residenti a Zurigo e che lì recitano nella lingua di Dante. Molte compagnie, poi, sono costrette a cessare l’attività perché, venendo a mancare aiuti dall’esterno, non riescono più a far quadrare i conti, complici le spese fisse». Al proposito, Camponovo tiene a ribadire un concetto fondamentale: «Le nostre compagnie fanno teatro amatoriale, è vero, ma ciò non significa che siano meno serie e preparate di quelle professionali: ore e giornate spese in prove sono una costante tanto per gli attori professionisti quanto per quelli che il palco lo calcano nel ‘dopolavoro’. E che lo fanno con la stessa dedizione e altrettanto cuore: nessuno va in scena prendendo sottogamba l’impegno o per fare figure…».
Ma come nasce la Ffsi e cosa fa in concreto per sostenere le compagnie? «Nel 1991, la Ffsi ha sottoscritto un ‘patto di amicizia’ con le altre tre federazioni di teatro amatoriale presenti sul territorio nazionale, in rappresentanza delle diverse realtà linguistiche del nostro Paese. Ne è così nato il Centro nazionale svizzero del teatro amatoriale, con lo scopo di promuovere gli spettacoli dei propri affiliati sul territorio nazionale, da cui sta nascendo il nostro organo rappresentativo ufficiale: il Teatro amatoriale svizzero. Sempre dal 1991, in Ticino, con la regia della Ffsi, abbiamo portato in scena la Maratona del teatro amatoriale, che dava spazio a diverse compagnie con cadenza annuale. Una manifestazione cresciuta per popolarità e apprezzamento da un’edizione all’altra fino a diventare, unitamente al Caleidoscopio, il nostro fiore all’occhiello. Poi, però, venendo a mancare i contributi dal Cantone, su queste due kermesse è calato l’ultimo sipario. In sé, con le sole quote sociali (100 franchi annui per compagnia, adesione da quest’anno estesa, con diritto di voto, anche a singole persone) non è possibile far fronte a tutti i costi che l’organizzazione di simili eventi comporta». Pur con mezzi ridotti, la Ffsi prosegue e persegue la sua missione senza… perdere una battuta. «Fino all’anno scorso abbiamo proposto diversi workshop o corsi legati all’attività teatrale, cosa che ora, complici le limitate risorse, siamo pronti a sostenere, così come altre iniziative, ma non potremmo più permetterci di organizzare. Per molte compagnie, pure l’obolo della tassa sociale è già un peso non indifferente che grava sulle casse, ragion per cui si preferisce non affiliarsi. Ma è un po’ come il gatto che si morde la coda: essere affiliati significa sostenere attivamente un’attività ricreativa e sociale, facendo sì che si possano creare le premesse per coltivarla e farla crescere ancora. A rotazione, poi, ‘sponsorizziamo’ la partecipazione di due nostre compagnie alla Biennale del teatro amatoriale svizzero. E, sempre tramite noi, c’è pure la possibilità di partecipare a eventi puntuali oltre San Gottardo».
Pur muovendosi con risorse limitate, di carne al fuoco, nel futuro ce n’è comunque parecchia per la Ffsi, che a settembre farà da regista del Forum del Comitato internazionale delle federazioni di teatro amatoriale di cultura latina, una tre-giorni in programma dall’11 al 13 settembre. Il Teatro di Locarno ospiterà gli spettacoli delle compagnie, mentre i workshop si terranno nella sala Quirino Rossi a Gordola. Dove, sabato, è prevista una serata di gala con intrattenimento musicale. L’alloggio principale, organizzato dalla Ffsi, è il Bamboo’s House di Riazzino. «Considerate le limitate finanze, abbiamo dovuto fare i salti mortali per mettere assieme tutte le tessere del puzzle. Sull’arco delle tre giornate si susseguiranno conferenze e workshop, portando nella nostra regione persone provenienti da tutto il mondo. La porta per chi volesse sostenerci e sostenere questa importante manifestazione è sempre aperta: prima e durante l’evento, oltre che di sostenitori finanziari, avremo bisogno di volontari che possano darci una mano, idealmente che parlino francese, spagnolo, catalano o altro» e naturalmente l’italiano.
© FfsiPresidente: Giovanni Fratus
Vicepresidente e responsabile corsi: Brunella Bertocci
Responsabile comunicazioni e segretariato: Sheila Camponovo
Responsabile eventi: Maurizio Romano
Responsabile contabilità e supporto comunicazioni: Marco Foresti
Responsabile filodrammatiche e finanze: Ana Camponovo