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Aggiornamento : 06.10.2021 - 11:02

Sessualità maschile. Sapete cos‘è il Punto P?

Un viaggio nell’universo del piacere. Spostando l’attenzione dal ‘solito’ organo fallico ai miti che lo circondano, all’uomo e alla sua complessità

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

“Quando vado nelle scuole a fare educazione sessuale, mi accorgo che la prima maestra, soprattutto dei ragazzi, è la pornografia. Allora chiediamo loro quanti uomini hanno già visto andare in giro come Spiderman... Ecco, nei film porno è la stessa cosa: possono piacere, ma non hanno niente a che vedere con la realtà”, spiega la dottoressa specializzata in sessuologia Isabel Londoño.

Immaginiamo di parlare a te, giovane Ben, ragazzo che ha appena scoperto la sua sessualità, e proviamo a rispondere a qualche tua domanda. Ci rivolgiamo a te in quanto eterosessuale, ma quello che diremo, comunque, non è molto diverso anche se sei di un orientamento sessuale diverso. È probabile, Ben, che tu ti sia chiesto: cosa devo fare per piacere alle ragazze, piuttosto trascinarle nella caverna o portarle a vedere un tramonto? Com’è un uomo virile? Il mio pene è della lunghezza giusta?
Sappi che tu hai un organo unico che serve sia al piacere sia alla riproduzione; le donne, come vedremo, ne hanno due. La lunghezza del pene, per la sessualità, non ha nessuna importanza. In tempi antichi si pensava che un super apparato genitale fosse utile per generare tanti figli sani; per questo costruivano statuette per la fertilità con uomini dal fallo gigantesco e donne con seno, fianchi, pancia prominenti. L’idea che abbiamo oggi di virilità e femminilità è lo strascico di quel pensiero magico. Oggi sappiamo che un pene enorme non dà più figli, e comunque forse non è nemmeno quello che tu cerchi.
La lunghezza non c’entra niente nemmeno col dare piacere. “Semmai è la larghezza che conta”, afferma Isabel Londoño, “e quella è sempre più o meno la stessa in ogni uomo. La nostra società è fallocentrica, perché mette al centro il pene e la penetrazione; questo fa soffrire molti ragazzi e uomini, che si preoccupano della dimensione del membro, della durata del rapporto sessuale anziché della sua qualità... L’ansia da prestazione crea pressione e l’uomo si concentra su quello che sta facendo, sul suo sesso e non sullo scambio con l’altra persona...” , che può variare dalla caverna al tramonto a seconda dei momenti e delle persone coinvolte. A causa di una certa visione della virilità poi si pensa che l’uomo non possa mai dire di no, che debba sempre avere voglia... E invece non è così, spiega la sessuologa: anche gli uomini hanno i “giorni no”, anche loro possono scegliere e non è vero che i maschi vogliono avere il maggior numero di ragazze possibile. La virilità è soggettiva e fondamentalmente significa una cosa sola: essere uomo.


© Isabel Londoño

Non solo penetrazione

Gli ultimi anni hanno portato a scoperte sull’anatomia femminile legate al clitoride: è quello l’organo del piacere femminile e si trova sia esternamente alla vagina sia all’interno, appena dietro e intorno all’apertura. Queste scoperte condizionano tutto il rapporto sessuale e trasferiscono il cuore dello scambio erotico dalla penetrazione al gioco. “Con il fallo protagonista si perdono molte esperienze: spesso gli uomini non esplorano il proprio corpo, non sanno quali altre parti sono sensibili al piacere o quali altre pratiche gliene procurano. Adesso che le donne prendono coscienza che la penetrazione non è per forza la pratica che offre maggiore piacere, piano piano si vanno a scoprire altre zone erogene anche dell’uomo. Per esempio, la zona anale, che nella nostra mentalità è spesso legata all’omosessualità, ma che è piacevole per tutti”.

Alla ricerca del Punto P

La prostata è una ghiandola sotto la vescica e produce una sostanza che protegge gli spermatozoi ed esce durante l’eiaculazione. Molti uomini si sono accorti che la palpazione della prostata dà piacere fisico; tuttavia per la scienza numerose testimonianze non significano ancora evidenza: ci vorrebbe una ricerca, ma forse, commenta la sessuologa, “anche nel mondo scientifico il piacere per via anale è ancora tabù. Tuttavia, Ben, puoi provare a sentirla: dall’interno la sensazione è più forte, ma si può stimolare anche dall’esterno (cioè accarezzando quella zona tra l’ano e la base del pene chiamata perineo)”. La prostata è dunque chiamata il ‘Punto P’ dell’uomo, un punto che, si dice, dà un orgasmo ancora più intenso e più lungo di quello fallico.


© Isabel Londoño
Sebbene sia difficile, non è impossibile per un uomo avere un orgasmo con eiaculazione e provarne un altro entro pochi secondi, con una nuova erezione ed eiaculazione, specie se la prostata è fortemente stimolata (per esempio, mediante massaggio prostatico).

L’importanza di conoscersi

Secondo la sessuologa, i ragazzi dovrebbero esplorarsi con curiosità e apertura, perché la leggenda che le donne hanno molti punti erogeni e gli uomini uno solo è falsa e superata. Inoltre imparare a conoscersi è importante anche per quell’altra paura che spesso accompagna le prime esperienze sessuali: l’eiaculazione precoce. “Rilassatevi, ragazzi, non è tutto in mano vostra. Se siete in due non c’è qualcuno che ha più responsabilità dell’altro e forse la parola responsabilità non è nemmeno quella giusta. È un gioco, una complicità, ci si possono dare molti baci e se l’erezione non funziona subito o non funziona come si vorrebbe, beh... ci sono molte altre cose da sperimentare. A tutti, ma veramente a tutti, capita di ‘fare cilecca’ e qui torniamo al cinema: nei film le coppie vanno a letto e fila sempre tutto liscio, ma la realtà è più complessa e, se la si sa prendere, più ricca e divertente”. Quello che si può fare è allenarsi piano piano, senza che diventi un’ossessione: Ben, prima di tutto puoi capire cosa piace a te e al tuo corpo, permettendoti anche di riflettere sul tuo orientamento sessuale. Poi prova a masturbarti in diversi modi, con diversi ritmi. Impara a capire quando sta per arrivare quel punto di non ritorno, quando poi è tardi per rallentare e ritardare l’eiaculazione. Ci si arriva adagio, con l’esercizio individuale. “Non credete alla storia che per durare di più bisogna pensare alla nonna... anzi. È meglio concentrarsi sulle proprie sensazioni, ascoltare il corpo e avere coscienza della zona pelvica. Ci sono oggetti erotici che stimolano il perineo e aiutano proprio chi soffre di eiaculazione precoce”.

E poi si cresce...

Dopo, Ben, magari avrai una ragazza. Si sa: le conseguenze di una gravidanza sono femminili, ma la responsabilità è di entrambi. Per condividere questa parte della vita, puoi accompagnarla dal ginecologo, andare tu a comprare la pillola o aiutarla a ricordarsi di prenderla. Se poi, Ben, ti capiterà di avere una lunga storia d’amore, sappi che per due o tre anni siamo biologicamente programmati per non avere problemi di desiderio sessuale (queste sono statistiche, formule generali). Dopo circa tre anni la relazione stabile trasforma gli ormoni presenti in entrambi i membri della coppia: aumenta l’ossitocina, ormone dell’amore. Vuol dire che si sviluppa una connessione più profonda ma meno farfalle in pancia, per capirci. Questo succede a tutti, maschi e femmine. Eppure si sa che il calo di desiderio riguarda in misura maggiore le donne. Perché?


© Isabel Londoño
Il periodo refrattario post orgasmico è un lasso fisiologico di tempo che interviene dopo l’orgasmo maschile. Un periodo in cui l’uomo non prova più piacere o, anche in presenza di un nuovo stimolo sessuale, non può raggiungere un’erezione.

Mantenere il desiderio

“Nell’essere umano ci sono due tipi di desiderio: quello spontaneo e quello responsivo (in risposta a una stimolazione, come l’appetito che vien mangiando). Secondo gli studi dei sessuologi Masters & Johnson il 70% dei maschi ha un desiderio spontaneo, mentre l’80% delle donne ha un desiderio responsivo. Sappi, Ben, che potrai avere bisogno di stimolare il desiderio della tua compagna con giochi, preliminari, atmosfere. Per le donne è più complicato sentire il desiderio ‘spontaneo’ perché hanno bisogno di stare bene psicologicamente per avere voglia di fare sesso: devono sapere che avranno un ritorno di piacere e devono avere un contesto adatto (niente bambini che chiamano nella stanza di là, nessuna pentola sul fuoco ecc.). Se lei arriva a casa dopo il lavoro e trova disordine e sporcizia, può non essere invogliata a un rapporto sessuale; lui deve quindi prendersi cura di tutti questi aspetti, stare attento al funzionamento della vita quotidiana, avere gentilezze particolari per coltivare il desiderio sessuale di lei”, ammonisce Londoño.
Secondo molte ricerche, il segreto per una relazione sana e duratura sta in pochi ingredienti: un po’ di spazio ognuno per sé, equilibrio tra egoismo e solidarietà, molta complicità e un po’ di ammirazione. “Se guardi il tuo partner quando sta facendo qualcosa che gli riesce bene, se lo vedi nella luce della sua passione, se la ammiri in una situazione in cui è felice, si attiva il desiderio sessuale”, afferma la dottoressa.

Infine, Ben, si invecchia insieme

Il corpo poi cambia, con l’età. Si invecchia, come si usa dire. Come si può allora mantenere il desiderio nonostante le differenze tra un corpo di 30 anni e uno di 60 o 70 anni? “L’accettazione del tempo che passa è un grande tema, ma non so se bisogna dargli tanta importanza. I canoni di bellezza sono gabbie cattive. La donna ha la menopausa, e la vagina può essere meno lubrificata, l’uomo non ha più la stessa erezione (diminuiscono l’angolazione e la durezza): succede a tutti e la cosa interessante è che la penetrazione diventa ancora meno importante. Allora si può diventare più aperti a provare nuove cose. Si è più maturi, gli uomini non hanno più bisogno di provare la loro mascolinità e possono scoprirsi in un altro modo. In coppia è bene parlare tanto, sia dei cambiamenti del corpo sia di quelli dell’umore. In menopausa per le donne non è facile mantenersi allegre e benevolenti nei confronti dell’umanità: la comunicazione è fondamentale per spiegarsi cosa sta succedendo. E l’ideale sarebbe”, conclude, “ogni tanto, riuscire anche a riderne”.

AI RAGAZZI NON SERVONO GLI AIUTINI

Sui siti pornografici escono costantemente pubblicità di prodotti come Viagra. Alcuni giovani pensano che con una pastiglia potrebbero avere un’erezione migliore ed evitare problemi di eiaculazione precoce. Ma è sbagliato!
1. Può essere pericoloso per un giovane: diverse ricerche hanno dimostrato come gli uomini che prendono il Viagra o farmaci simili senza controllo medico possano perdere fiducia nella loro capacità sessuale in assenza dell’aiuto di questi farmaci.
2. Può essere dannoso: può causare effetti collaterali lievi (mal di testa, vampate di calore, nausea, vertigini...) o gravi (danno al nervo ottico, priapismo, pressione sanguigna bassa, problemi cardiovascolari, come infarto, ictus ecc.).
3. Quando si è giovani è quasi sempre inutile: il Viagra è destinato a chi, per particolari patologie o per l’età avanzata, ha un deficit di erezione. Agisce sul problema fisico e non su quello psicologico, quindi se sono emozionato una pastiglia potrebbe non avere nessun effetto.
A tutti capita di non essere prestanti come si vorrebbe, ma questo non va combattuto con i farmaci, e anzi non va combattuto affatto. Quello che migliora la relazione – sessuale e non – è il dialogo, l’esperienza, la conoscenza di sé.


© Isabel Londoño


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La dottoressa Isabel Londoño.

© Isabel Londoño
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