Cresciuta tra Sudamerica ed Europa, dopo un passato nella finanza, oggi accompagna adulti e bambini in percorsi di crescita personale

Aldana Sofía D’Aviri, originaria dell’Argentina, è cresciuta tra Sudamerica ed Europa. Laureata in Mediazione linguistica e culturale e in Management, ha lavorato nel settore bancario e aziendale, prima di intraprendere un profondo percorso di consapevolezza. Specializzata in mindfulness e vibrazioni sonore, oggi accompagna adulti e bambini in percorsi di crescita personale attraverso il suono, il mentoring e la creatività, gestendo l’Innercalm Academy tra Verscio e Locarno.
Ci sono vite che non avanzano per strappi, ma per ascolti. Non per decisioni improvvise, ma per una lenta educazione al sentire. La storia di Aldana Sofía D’Aviri si muove lungo questo filo sottile: l’apprendimento progressivo di un linguaggio interiore, quello del cuore, dell’anima, del corpo che vibra.
Arrivata in Spagna a dieci anni con la sua famiglia, Sofía cresce ad Alicante dopo un’infanzia segnata da contesti educativi molto diversi. In Cile, in una scuola gestita dalle suore, il ritmo era rigido, il margine di errore ridotto, la paura di sbagliare costante. In Spagna, invece, l’apertura: una scuola mista, il gioco condiviso, l’esplorazione. «Sono stati anni di esplorazione, gioco, divertimento e anche di tanto studio». La disciplina resta, le grandi aspettative e la severità della madre la portano a ottenere ottimi risultati scolastici e borse di studio.
Le sue radici affondano in Argentina, una terra che per molto tempo resta distante, quasi irrisolta. I bisnonni europei emigrati a inizio Novecento, una sola bisnonna indigena del territorio di Mendoza, una storia familiare attraversata dal tema dell’appartenenza. «Per tantissimo tempo non ho avuto un chiaro senso d’identità, non riconoscevo le mie radici, spesso mi sono sentita di non appartenere», condivide. È una frattura silenziosa, che accompagna l’infanzia e l’adolescenza, e che solo più tardi la porta a un cammino di riconnessione.
© Alan Di Bella/Officina ImmagineDopo la laurea in Mediazione linguistica e culturale a Milano, Sofía arriva in Svizzera nel 2014 per lavoro. Prima Zurigo, poi Lugano. Il settore è quello finanziario, il linguaggio quello economico, distante dalla sua formazione umanistica. «Facevo molta fatica a seguire certi pensieri e accettare certe visioni e credenze». Da qui nasce la scelta di studiare Management a Lugano, per comprendere quel mondo dall’interno. Per nove anni la sua vita ruota attorno al lavoro: crescita professionale, ritmi intensi, una quotidianità apparentemente stabile.
Ma sotto la superficie qualcosa inizia a incrinarsi. Arriva una crisi profonda, impossibile da ignorare. «Nulla aveva più senso per me. Piangevo quasi ogni giorno, la sera quando arrivavo a casa». Il corpo parla prima della mente, si trattava di burnout. È lì che la vita le indica una nuova direzione. Non più verso l’esterno, ma verso ciò che chiede attenzione dentro. Meditazione quotidiana, natura, pause al sole, un lavoro profondo sul subconscio. Con naturalezza si avvicina al suono, alla vibrazione e scopre la medicina della voce.
Il richiamo diventa ancora più chiaro nel 2024, quando sente la necessità di partire per l’Amazzonia. Un mese di isolamento, una dieta con una pianta medicinale, senza telefono, senza distrazioni. «Ho avuto la possibilità di scoprire parti di me che giacevano silenziose, di sentire la forza e il profondo amore delle piante, della natura e della comunità». È un’esperienza che non aggiunge, ma toglie: rumore, sovrastrutture, distrazioni.
Poco prima, il ritorno in Argentina, a Mendoza, dopo trent’anni di lontananza. Un viaggio familiare legato alla chiusura di un ciclo, con la sepoltura delle ceneri del nonno, ma anche alla riconnessione. Le case dell’infanzia, la scuola del nonno, i luoghi radice del padre. Un cerchio aperto che si riunisce. «Ho potuto capire meglio la storia familiare generazionale e abbracciare tutti i miei antenati, tutte le parti che convivono in me».
Oggi Sofía vive tra Verscio e Locarno, ha lasciato la sua carriera precedente per dedicarsi a creare spazi di cura e rinascita con il suo metodo Innercalm. Verscio, con la sua energia solare e gentile; Locarno, con Moonlab Locarno, un laboratorio artistico olistico fondato insieme a Yanica, artista olistica. Uno spazio custodito, pensato per rallentare, creare, ascoltare. Il suo lavoro intreccia mindfulness, pratiche sonore, presenza. «Il sound healing fa parte di me, è la mia vera vocazione».
Alla base di tutto resta una guida semplice e radicale: «Credo in una coscienza, fonte divina o intelligenza superiore della quale facciamo parte». E una domanda che accompagna ogni gesto: ciò che sto per fare viene dalla paura o dall’amore? Forse vivere in sintonia con il canto dell’anima è semplicemente porsi questa domanda e agire di conseguenza.
© Alan Di Bella/Officina Immagine