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I serpenti nel mondo

Il più velenoso

Un boa
(© David Lawson/WWF-UK)
31 gennaio 2026
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Secondo il calendario cinese tra una decina di giorni finirà l’anno del serpente. E quindi quale migliore occasione per conoscere meglio questo animale così affascinante? I serpenti esistono fin dai tempi dei dinosauri. Sebbene non abbiano né braccia né gambe e quindi possano muoversi solo strisciando, sono riusciti a sopravvivere per milioni di anni. Vivono quasi ovunque nel mondo, sanno nuotare e arrampicarsi, e alcuni strisciano più velocemente di quanto un essere umano riesca a correre. In tutto il mondo esistono oltre 3’000 specie di serpenti. Tra le circa 600 specie velenose si distinguono i serpenti marini, gli elapidi (per esempio cobra e mamba), le vipere (come la vipera comune, presente anche in Svizzera) e i crotalini (per esempio i serpenti a sonagli). Tra i serpenti non velenosi rientrano, tra gli altri, i colubridi (per esempio la natrice dal collare, che vive anch’essa in Svizzera) e i serpenti giganti (come anaconda e pitoni). In Svizzera vivono otto specie di serpenti: la natrice dal collare, la natrice viperina, la natrice tassellata, la natrice verde e gialla, la natrice liscia, la natrice di Esculapio, la vipera aspis e la vipera comune.

Il più velenoso

A casa nostra – in montagna, nei boschi e perfino vicino ai fiumi del Ticino – i serpenti vivono da sempre, adattandosi a svariati habitat ma restando per lo più invisibili alla maggior parte di noi. A livello globale, il titolo di serpente più velenoso della Terra va al Inland Taipan (Oxyuranus microlepidotus), originario delle zone aride e remote dell’Australia centrale: il suo veleno è tra i più potenti conosciuti e un solo morso contiene una dose teoricamente sufficiente a uccidere molte decine di adulti. Fortunatamente però si tratta di un animale estremamente elusivo, che vive in territori scarsamente popolati e che raramente entra in contatto con esseri umani, tanto che non esistono casi documentati di decessi umani causati da questo serpente. Altri rettili famosi per la loro pericolosità includono il cobra reale, il serpente velenoso più lungo del mondo, e il mamba nero, noto per la velocità e la potenza del suo veleno. Nel nostro Paese vivono otto specie di serpenti, sei delle quali non velenose e innocue per l’uomo. Tra queste, troviamo ad esempio la natrice dal collare e la natrice viperina: serpenti molto comuni nei pressi di corsi d’acqua o aree umide, ma assolutamente privi di veleno pericoloso per l’essere umano. Le uniche due specie velenose presenti in Svizzera sono la vipera comune o Aspide e il Marasso. Questi serpenti utilizzano il loro veleno principalmente per immobilizzare prede come piccoli roditori o lucertole; per l’essere umano il morso può essere doloroso e richiede cure mediche, ma raramente è letale grazie alle moderne terapie antiofidiche.

Una fame sorprendente

Il titolo di serpente più piccolo del mondo spetta a una specie minuscola scoperta nei Caraibi, a Barbados: la Leptotyphlops carlae. Raggiunge appena dieci centimetri di lunghezza ed è descritta come “sottile come uno spaghetto”. All’estremo opposto troviamo le anaconde, considerate le più grandi e pesanti tra i serpenti viventi: possono superare i nove metri di lunghezza e arrivare a 250 kg di peso. Vivono nei fiumi e nelle paludi della foresta amazzonica. Anche i pitoni reticolati e i pitoni tigre del Sud-est asiatico possono raggiungere dimensioni impressionanti, tra i sei e gli otto metri. Un po’ più “modesta”, ma comunque imponente, è il boa constrictor, conosciuto anche come boa reale, una delle specie più note.

I serpenti sono predatori carnivori a tutti gli effetti. A seconda della specie e delle dimensioni, il loro menu può includere insetti, rane, uova, pesci, roditori, uccelli e, nel caso delle specie più grandi, perfino grossi mammiferi come gazzelle o giovani giaguari. In proporzione al loro corpo, i serpenti sono in grado di ingerire prede più grandi di loro. Questo è possibile grazie a una caratteristica anatomica unica: le ossa del cranio non sono saldate rigidamente, ma collegate da legamenti elastici che permettono alla bocca di aprirsi in modo straordinario. Una volta ingerita la preda, entra in azione un succo gastrico potentissimo, capace di dissolvere persino ossa e denti. Come se non bastasse: dopo un pasto simile, un serpente può restare mesi senza nutrirsi. Le specie più grandi arrivano persino a superare l’anno. Il motivo è semplice: i serpenti sono rettili a sangue freddo. A differenza dei mammiferi, non devono produrre calore corporeo consumando energia. Per questo vengono definiti animali ectotermi: il loro metabolismo è lento ed estremamente efficiente.

Chi ha fatto la puzzetta?

I serpenti non smettono mai di stupire. Non tutti sanno che alcuni serpenti, quando si sentono minacciati, emettono suoni di avvertimento. Il più noto è il sibilo, oppure il caratteristico rattling del serpente a sonagli. Ma esiste una difesa ancora più curiosa: alcune specie producono veri e propri schiocchi espellendo aria dalla cloaca, l’unica apertura del corpo usata sia per le funzioni digestive sia per quelle riproduttive. Questo comportamento, chiamato dagli scienziati “cloacal popping”, genera un rumore simile a una flatulenza ed è udibile fino a due metri di distanza. Un modo efficace – e decisamente insolito – per spaventare i predatori. In natura esistono anche serpenti capaci di planare nell’aria. I serpenti arboricoli ornati (Chrysopelea), che vivono nelle foreste pluviali del Sud-est asiatico, riescono a scivolare fino a 30 metri da un albero all’altro. Per farlo, si lanciano nel vuoto, appiattiscono il corpo allargando le costole e si muovono con ondulazioni laterali, trasformandosi in una sorta di “nastro volante”. Non è vero volo, ma una straordinaria forma di planata controllata.

La lingua del serpente non serve a mordere, ma ad “annusare” l’ambiente. La lingua raccoglie minuscole particelle odorose e le trasporta verso il palato, dove si trova l’organo di Jacobson, specializzato nell’analisi degli odori. La lingua è divisa in due punte perché questo permette al serpente di capire da quale direzione proviene un odore, un po’ come una bussola chimica. È grazie a questo sistema che i serpenti riescono a seguire tracce invisibili o a individuare una preda nascosta.