Svizzera

Il Consiglio degli Stati respinge l'iniziativa sul foie gras, preferito il controprogetto

La Camera dei Cantoni si allinea al Nazionale per rafforzare l'etichettatura e ridurre le vendite, evitando il divieto totale di importazione.

15 settembre 2026
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L'iniziativa popolare che vuole vietare l'importazione di foie gras va respinta a favore di un controprogetto che propone misure per rafforzare l'etichettatura e diminuire le vendite. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, appianando le ultime divergenze con il Nazionale.

La proposta di modifica costituzionale "Sì al divieto di importazione di foie gras (Iniziativa foie gras)" è stata lanciata nel giugno 2022 da Alliance Animale Suisse. Al momento della consegna delle firme, avvenuta alla fine di dicembre 2023, l'associazione denunciava un'incoerenza: la Svizzera importa ogni anno circa 200 tonnellate di questi prodotti, particolarmente apprezzati durante le festività e in Romandia, nonostante l'ingozzamento di oche e anatre sia una pratica vietata nella Confederazione da oltre quarant'anni.

Durante il primo passaggio dell'oggetto alle Camere, era stato deciso di affiancare al testo un controprogetto, malgrado l'opposizione del governo. L'obiettivo è quello di evitare un sì alle urne: il divieto all'import di foie gras - per taluni una crudeltà, per altri una prelibatezza - raccoglie infatti simpatie non indifferenti fra la popolazione.

Con il controprogetto - sotto forma di modifica della legge federale sulla protezione degli animali - si sancisce l'obbligo di dichiarazione all'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) per foie gras, magret o confit di oche o anatre alimentate forzatamente. Esso prevede anche l'introduzione di restrizioni all'importazione nel caso in cui questa imposizione non producesse l'effetto sperato entro cinque anni. L'intento a lungo termine è di ridurre il consumo di foie gras e altri prodotti derivati.

Rispetto alla Camera del popolo, quella dei Cantoni avrebbe voluto inserirvi alcune precisazioni, aggiungendo la possibilità per il Consiglio federale di adottare misure relative al benessere degli animali e ai metodi di produzione. Il plenum però, per 27 voti a 16, ha scelto di allinearsi al Nazionale.

Gli Stati si sono poi pronunciati sulla raccomandazione di voto riguardo all'iniziativa, cosa che, malgrado l'esito scontato, da regolamento non era possibile fare fino a che le divergenze in merito al controprogetto non fossero state risolte. Per 28 a 11 (quattro astenuti), i "senatori" hanno proposto la bocciatura della modifica costituzionale. Il Nazionale aveva fatto lo stesso in marzo.

Le argomentazioni a sostegno di un no all'iniziativa erano già emerse durante le precedenti discussioni in Parlamento. In primis, era stata criticata la pretesa di dettare ai consumatori che cosa possono o non possono mangiare. Inoltre, vi sarebbe il rischio di andare a cozzare contro gli accordi internazionali della Svizzera, come quelli esistenti con l'Organizzazione mondiale del commercio, o con l'Europa (Accordo di libero scambio del 1972 e sull'agricoltura). Un controllo delle importazioni, specie dei privati, sarebbe inoltre difficilmente applicabile, mentre un divieto favorirebbe solo il turismo degli acquisti. Dubbi, infine, pure sugli effetti concreti per il benessere degli animali, visto che la Confederazione rappresenta una piccolissima parte di questo mercato.

Da notare che i voti su questo oggetto, a causa di un problema tecnico al sistema elettronico poi risolto in mattinata, sono stati espressi alla vecchia maniera. I "senatori", fra le risate, hanno infatti manifestato la propria opinione per alzata di mano.

Il dossier è ora pronto per le votazioni finali.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni