La siccità ha ridotto la produzione del 20% rispetto alla media, rendendo necessarie importazioni massicce. Swisspatat chiede nuove tecnologie e accesso all'acqua
L'ondata di caldo che ha caratterizzato l'estate ha causato il peggior raccolto di patate mai registrato in Svizzera. Per far fronte alla carenza, sono state necessarie importazioni per 130'000 tonnellate.
Secondo quanto comunicato dall'organizzazione di settore Swisspatat durante una conferenza stampa a Zurigo, quest'anno la raccolta di tuberi si è attestata a sole 333'000 tonnellate. Questo dato rappresenta una diminuzione di quasi il 20% rispetto alla media degli ultimi sei anni.
Le conseguenze di questo scarso raccolto e l'aumento delle importazioni potrebbero riflettersi sui prezzi al dettaglio. Si prevede una riduzione della quota di patate svizzere disponibili sugli scaffali e una diminuzione delle dimensioni dei tuberi. Di conseguenza, anche prodotti trasformati come patatine fritte e chips potrebbero risultare più piccoli del consueto. Nonostante ciò, Swisspatat rassicura che non vi è alcun rischio di penuria, poiché le quantità disponibili sono sufficienti per soddisfare le esigenze dell'industria e del consumo privato.
Swisspatat ha rivolto un appello alla Confederazione per un maggiore sostegno alle nuove tecnologie di selezione, volte a sviluppare varietà più resistenti, e per garantire un accesso adeguato all'acqua. L'organizzazione sottolinea la necessità di affrontare con maggiore determinazione gli effetti dei cambiamenti climatici.
La grave siccità che ha colpito il periodo dalla primavera all'estate ha causato una significativa carenza d'acqua per le colture. Solo il 50% delle superfici svizzere dedicate alla coltivazione delle patate è stato irrigato in questa stagione. In media, la resa delle superfici irrigate è stata superiore del 55% rispetto a quelle non irrigate, evidenziando l'impatto considerevole di periodi di siccità così marcati sui raccolti.
Il settore della patata rimane sotto pressione. Già nel 2020, il settore ha reagito a questa evoluzione adottando diverse misure, con un'attenzione particolare allo sviluppo di varietà più resilienti. Dal 2024, è stato siglato un accordo concreto sugli obiettivi con la Confederazione, che prevede che entro il 2040 l'80% della produzione si basi su varietà più robuste. Attualmente, queste varietà rappresentano già il 20% delle superfici coltivate.