Svizzera

Caldo non frena i consumi di carne ma la siccità potrebbe far salire i prezzi

Marco Tschanz di Bell avverte che la prolungata siccità riduce l'offerta, spinge a macellazioni anticipate e può tradursi in rincari

11 agosto 2026
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L'ondata di calore che ha investito la Svizzera non ha finora frenato in modo significativo il consumo di carne, ma la siccità prolungata rischia di ridurre l'offerta e far lievitare i prezzi. A lanciare l'allarme è Marco Tschanz, CEO di Bell, uno dei principali attori del settore alimentare elvetico.

"Se le temperature superano i 29 gradi per un periodo prolungato, il consumo di carne inizia a calare: i consumatori potrebbero avere meno voglia di mettersi davanti al barbecue", spiega il dirigente in un'intervista all'agenzia Awp. "Ma quest'estate non abbiamo registrato un calo massiccio. Fattori come le festività o le vacanze hanno un peso maggiore".

Se la costina tiene, il caldo spinge comunque verso altri prodotti. "Frutta fresca tagliata, insalate in bowl e sandwich stanno riscuotendo un grande successo", osserva il manager. "Per i panini abbiamo raggiunto punte di oltre 220'000 pezzi al giorno". Ma il vero fenomeno degli ultimi diciotto mesi è il tofu: Bell ha raddoppiato la capacità produttiva nel suo nuovo impianto di Landquart (GR). "Il tofu è praticamente esaurito in Europa. Riceviamo richieste persino da commercianti tedeschi che ci chiedono se possono importarlo dalla Svizzera", rivela l'esperto. "Il tofu è estremamente versatile e si abbina bene ad altri prodotti vegetali, al pesce o al pollame".

Il problema numero uno è però la siccità. Secondo Tschanz la mancanza d'acqua sta già avendo ripercussioni sull'intera filiera. "Le insalate a foglia piccola sono in parte quasi introvabili in Europa, tanto che siamo costretti ad approvvigionarci dalla Turchia". Ancora più critica è la situazione per il bestiame: "A causa della siccità gli animali vengono portati a valle per la macellazione prima del previsto: questo significa che quell'offerta ci mancherà più avanti nell'anno".

Per far fronte a eventuali strozzature, Bell sta accumulando scorte mirate. "Cerchiamo di stimare le quantità da immagazzinare in base all'andamento previsto delle vendite e alla disponibilità attuale delle materie prime", dichiara il presidente della direzione in carica dal 2024. "L'approvvigionamento è ulteriormente complicato dal fatto che la carne non può essere importata liberamente".

La domanda che tutti i consumatori si pongono è: i prezzi della carne aumenteranno? "Tendenzialmente sì", risponde il professionista. "In linea di principio, trasmettiamo le variazioni di prezzo in entrambe le direzioni. Lo abbiamo fatto di recente anche quando i prezzi del maiale sono crollati. Ora, però, la siccità, la riduzione degli allevamenti, le epidemie animali e il contesto normativo puntano verso un'offerta più ridotta. Nel frattempo, la domanda mondiale di proteine animali continua a crescere. Tutto ciò dovrebbe portare a un aumento dei prezzi. Finora siamo riusciti a trasferire sul mercato i costi aggiuntivi legati alle condizioni meteorologiche", conclude.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni