Svizzera

Come la Svizzera è diventata il paradiso dei bagni nei fiumi

Dall'uso storico per lavarsi al ruolo pionieristico di Berna, Basilea e Zurigo e alla partecipazione alla Swimmable Cities Alliance

8 luglio 2026
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È piena estate nelle città svizzere e numerose persone si lasciano trascinare dalla corrente dei fiumi Aare, Reno o ancora Limmat. Sono ormai immagini abituali, ma da dove arriva questa cultura del bagno nei corsi d'acqua?

"L'Aare scorre con una lunga curva attorno al cuore della città federale ed è forse il miglior fiume al mondo in cui nuotare", si era entusiasmata l'emittente statunitense CNN qualche anno fa. "L'acqua scende direttamente dalle Alpi bernesi". Lodi di questo genere, accompagnate da immagini spettacolari, si trovano regolarmente anche sui social.

Il bagno nell'Aare a Berna è ormai elevato a uno status quasi sacro, con la popolazione che può litigare su molte cose - dalla politica fino agli Young Boys - ma non su quanto sia bello sguazzare nelle acque del fiume, specialmente nelle calde giornate estive.

La cosa ha anche il suo costo, con la sola ristrutturazione della zona balneare del quartiere della Lorraine che obbligherà la città a sborsare 22 milioni di franchi. Un credito approvato in massa dalla popolazione.

Un'opportunità per lavarsi

La storia dei bagni nel fiume risale agli inizi del 19esimo secolo, quando gli appartamenti cittadini non avevano né bagni né acqua corrente. La gente entrava insomma nei corsi d'acqua soprattutto per lavarsi.

Alla fine dello stesso secolo, quando il nuoto è diventato sempre più popolare, sono apparse sempre più strutture balneari, alcune delle quali esistono ancora oggi.

Con l'industrializzazione la qualità dell'acqua è però peggiorata: verso la metà del 20esimo secolo numerosi fiumi erano inquinati ed era spesso impossibile nuotare. Solo attorno agli anni 1960 e 1970, con i moderni depuratori e con norme più severe per la protezione delle acque, c'è stata una svolta.

L'esempio elvetico

Nel resto dell'Europa il rito dei bagni nel fiume è sparito dalle città, con un ritorno che si registra solo in tempi molto recenti. Parigi ad esempio, dopo un secolo di divieto di balneazione, ha riaperto alcune tratte della Senna a questa opportunità. A Monaco di Baviera la qualità dell'Isar è migliorata nettamente e qualcosa si muove anche a Vienna, sul Danubio.

Oltre 120 città di 40 Paesi diversi fanno ad oggi parte della Swimmable Cities Alliance, una rete in rapida crescita. In questo contesto, Basilea, Berna e Zurigo vengono spesso citate per il loro ruolo pionieristico.

Il prossimo incontro dell'alleanza si terrà tra l'altro fra l'11 e il 12 agosto proprio a Basilea. Prima degli incontri, i delegati si lasceranno sicuramente trasportare dalla corrente del Reno, per saggiare in prima persona la cultura svizzera del bagno nel fiume.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni