Peter Spuhler critica richieste di compensazioni superiori a 800 milioni; il Consiglio nazionale ha bocciato l'accordo e ora il dossier passa al Consiglio degli Stati
Il presidente dell'azienda produttrice di treni Stadler Rail, Peter Spuhler, ha accusato l'Unione Svizzera dei Contadini (USC) di aver rotto il patto di fiducia nell'ambito delle discussioni per l'accordo con i Paesi del Mercosur. In un'intervista al portale blick.ch l'imprenditore ha dichiarato che le richieste di compensazioni da parte degli agricoltori erano fuori scala.
Nel colloquio pubblicato oggi, Spuhler ritiene inaccettabile che l'USC abbia affondato l'accordo di libero scambio, valutando la richiesta di oltre 800 milioni di franchi di compensazioni come un tradimento della fiducia tra economia e settore primario.
Una parte dei ranghi dell'UDC si è detta favorevole a un accordo, a patto che ci sia un aiuto reciproco. Il presidente del Cda di Stadler ha però sottolineato come l'agricoltura produca soltanto lo 0,6% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e che è grazie a una forte industria esportatrice se si è in grado di versare ai contadini finanziamenti diretti. "Se gli agricoltori ricattano l'economia in questo modo, i conti non tornano più per nessuno", ha detto.
Nella sessione estiva il Consiglio nazionale si era espresso negativamente riguardo all'accordo dell'AELS (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) con il Mercosur (comprendente Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay). Una minoranza aveva perorato il versamento di 880 milioni di franchi tra il 2028 e il 2035 al settore agricolo come credito d'impegno, una cifra nettamente superiore ai 158 milioni con cui il Consiglio federale intendeva aumentare i sussidi all'agricoltura per compensare le perdite materiali subite dal settore agricolo a causa dell'aumento delle importazioni e dei costi di produzione.
Tale credito era "l'unica soluzione accettabile" per schierarsi a favore, aveva dichiarato in aula il democentrista, nonché presidente dell'Unione dei contadini zurighesi, Martin Haab. Ora il dossier passa al Consiglio degli Stati.
L'accordo dovrebbe garantire l'accesso a un mercato di 270 milioni di abitanti. Il 96% dei prodotti esportati dalla Svizzera sarebbero esenti da dazi, mentre la Confederazione garantirebbe 25 contingenti bilaterali per prodotti agricoli, principalmente carne e vino. La maggior parte di questi contingenti è limitata e la Svizzera potrà gestirli autonomamente. È inoltre previsto un risparmio di dazi doganali pari a 155 milioni di franchi annui.