La guerra in Iran non ha ancora influenzato il mercato del lavoro svizzero, secondo Seco.
La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha dichiarato che è ancora prematuro valutare l'impatto della guerra in Iran sui dati della disoccupazione in Svizzera. Secondo Jérôme Cosandey, capo della direzione del lavoro della Seco, i rallentamenti economici tendono a influenzare il mercato del lavoro con un ritardo di diversi mesi, rendendo improbabili reazioni immediate.
Cosandey ha inoltre sottolineato che il settore turistico potrebbe risentire dell'aumento dei prezzi dei carburanti, con possibili deviazioni nei flussi turistici. Tuttavia, anche in questo caso, è troppo presto per determinare eventuali ripercussioni sul mercato del lavoro.
In generale, le imprese svizzere hanno dimostrato una certa resilienza, risultando meno colpite dai cambiamenti strutturali rispetto, ad esempio, al settore automobilistico tedesco, che ha recentemente affrontato significativi tagli occupazionali. Sebbene il tasso di disoccupazione in Svizzera sia leggermente superiore rispetto alla media dell'anno precedente, il mercato del lavoro appare più solido rispetto ai periodi di pandemia e crisi finanziaria.
Per quanto riguarda il lavoro ridotto, la situazione è contrastante: le richieste preliminari sono diminuite nei mesi di marzo e aprile, ma il loro livello rimane elevato rispetto agli ultimi tre anni.
Infine, la Seco ha affrontato disservizi legati all'introduzione del sistema di pagamento Asal 2.0, che ha causato ritardi nelle indennità per i disoccupati. Cosandey ha assicurato che i pagamenti sono ora regolari e che da inizio aprile si sono registrati miglioramenti significativi nella velocità delle operazioni, con un continuo aumento del personale nelle casse.