Negli ultimi dodici mesi la situazione a livello di sicurezza è notevolmente peggiorata. È quanto constata il Consiglio federale in un rapporto approvato oggi. Tale sviluppo riguarda sia la sicurezza esterna che quella interna della Svizzera, minacciata soprattutto dallo spionaggio e da attacchi ibridi alle infrastrutture.
La Russia rimane la maggiore minaccia per l’Europa, e per la Svizzera, anche a causa del ricorso a forme di conflitto ibride (sabotaggio, attività di influenza, propaganda e disinformazione), spiega una nota governativa. La Svizzera è direttamente interessata in particolare da ciberattacchi, spionaggio, tentativi di proliferazione nonché attività di influenza e disinformazione.
Allo stesso tempo l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza e la difesa dell’Europa è incerto. Di conseguenza nei prossimi anni aumenterà il rischio che l’Europa e la Svizzera. Ciò spiega perché i Paesi europei si stiano riarmando, e la Svizzera con essi.
L'attacco americano-israeliano contro l’Iran alla fine di febbraio si è trasformato in un conflitto regionale di vaste proporzioni. L’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei segna, secondo il comunicato, un punto di rottura per la Repubblica Islamica; la capacità dell'Iran di esercitare la propria egemonia a livello regionale è stata drasticamente ridotta.
La guerra comporta un notevole potenziale di destabilizzazione e ha molteplici conseguenze, tra cui quelle relative alla rivalità tra le grandi potenze e alla sicurezza energetica.
Gli sviluppi geopolitici si ripercuotono anche sulla sicurezza interna della Confederazione. La minaccia terroristica continua a essere influenzata dal movimento jihadista; la radicalizzazione online di giovani preoccupa le autorità di sicurezza. Il rischio è aumentato poiché alcuni sostenitori dello "Stato Islamico" sono riusciti a fuggire dai campi in Siria e non sono più sotto controllo.
Circa l'estremismo violento di sinistra e di destra, la radicalizzazione attraverso i social riguarda sempre più spesso i giovani adulti e i minorenni. Gli estremisti violenti di sinistra considerano il sabotaggio delle infrastrutture critiche uno strumento efficace. Nel caso dell’estremismo di destra la minaccia maggiore è rappresentata da singoli individui.
A questi due elementi destabilizzanti si aggiungono lo spionaggio, la proliferazione e la minaccia alla infrastrutture critiche. Nel primo caso, il pericolo per la Svizzera è molto elevato giacché le istituzioni statali, le organizzazioni internazionali, le aziende e le università sono obiettivi di spionaggio da parte dei servizi di intelligence stranieri.
Nell'ambito della proliferazione, la Russia ha messo a punto strategie complesse per aggirare le sanzioni e rifornirsi di beni e tecnologie elvetici. Nella competizione globale per le tecnologie del futuro le capacità innovative della Svizzera suscitano l’acceso interesse di altri Stati.
Le infrastrutture critiche sono minacciate da attacchi fisici e da ciberattacchi; in un contesto caratterizzato da conflitti ibridi la Svizzera potrebbe fungere da obiettivo per colpire Stati o alleanze che dipendono dalle sue infrastrutture.