congiuntura economica

Il rialzo del prezzo del petrolio fa fare un balzo all’inflazione in Svizzera

In aprile +0,6%, ma gli esperti si vogliono rassicuranti: per ora non si teme che altri settori vengano contagiati

Gli esperti rassicurano
(Keystone)
5 maggio 2026
|

Sulla scia dell’aumento dei prezzi dei prodotti importati l’inflazione si conferma in aumento in Svizzera, pur rimanendo a livelli inferiori che in altri Paesi europei: il rincaro su base annua si è attestato allo 0,6% in aprile, a fronte dello 0,3% in marzo e dello 0,1% registrato nei tre mesi precedenti. Gli analisti interpellati dall’agenzia Awp scommettevano su valori compresi fra +0,4% e +0,7%. Va ricordato tuttavia che il tasso non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che anche nel 2026 risulta essere in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.

Secondo l’Ufficio federale di statistica (Ust), che ha pubblicato i dati, la crescita dell’indice rispetto al mese precedente è riconducibile a vari fattori, tra cui l’aumento del prezzo della benzina, del diesel e della nafta. Più cari sono diventati anche i trasporti aerei e i viaggi forfetari internazionali. Si è invece pagato di meno nel ramo alberghiero e paralberghiero e per il noleggio di auto.

Meglio degli altri

L’inflazione in media annua si era attestata nel 2025 allo 0,2%, un dato che fa seguito all’1,1% del 2024 e al 2,8% del 2022 (massimo da 30 anni). L’ultimo valore negativo risale al 2020, quando era stato registrato un -0,7%. L’indicatore elvetico di aprile è a livelli sensibilmente inferiori a quelli dell’Eurozona (3%, in rialzo dal 2,6% di marzo), mentre riguardo agli Stati Uniti l’ultimo dato concerne l’indice Pce (Personal Consumption Expenditures), che in marzo è salito del 3,5%.

Tornando in Svizzera, in aprile i prezzi dei prodotti indigeni sono scesi dello 0,1% nel confronto con marzo; quelli dei prodotti importati sono progrediti dell’1,5%. Su base annua i primi segnano +0,5%, i secondi +0,9%. Lo zoccolo dell’inflazione – ovvero il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti – mostra una variazione rispettivamente nulla (mese) e di +0,3% (anno).

L’inflazione è monitorata con attenzione dalla Banca nazionale svizzera, che persegue come obiettivo la stabilità dei prezzi (intesa come una variazione compresa tra lo 0 e il 2%). Dal 2024 la Bns ha operato sei tagli successivi del tasso guida (l’ultimo il 19 giugno 2025), che hanno portato l’indicatore allo 0,0%. Negli ultimi tre esami trimestrali la Bns ha lasciato invariato il costo del denaro. Il prossimo appuntamento è in programma il 18 giugno. Nell’anno in corso la Bns si aspetta un aumento dei prezzi dello 0,5%. Gli esperti della Segreteria di Stato dell’economia (Seco), di Economiesuisse, Ubs e altri istituti scommettono su valori compresi fra 0,3% e 0,6%, mentre per il 2027 le stime vanno dallo 0,5% allo 0,9%.

Due fattori frenanti

L’aumento dei prezzi in Svizzera rimane comunque contenuto, grazie al franco forte e alla congiuntura debole. Al di fuori del petrolio, al momento non si intravede una pressione inflazionistica significativa, conferma Alessandro Bee, specialista di Ubs. Ciò non toglie che il rincaro complessivo possa comunque aumentare, se il greggio continuasse a salire di prezzo. A suo avviso non è però probabile, almeno per ora, che l’inflazione si estenda ad altri settori. Secondo Kevin Gismondi, esperto della Banca cantonale di Zurigo, le conseguenze di un rincaro del petrolio sono solo moderate, grazie all’incidenza relativamente bassa dei prodotti energetici nel paniere dell’indice, ma anche al franco forte e alla congiuntura fiacca, che frenano l’inflazione.

Per molti economisti la Bns, sul fronte dei tassi, può restare a guardare. “Al momento non è preoccupata per l’inflazione”, commenta Alexander Koch, di Raiffeisen. In caso di una nuova escalation internazionale al centro dell’attenzione vi sarebbero i rischi legati alla domanda globale e al franco forte. “Per questo la Bns è più pronta a intervenire sul cambio, con operazioni di mercato, piuttosto che a rialzare i tassi”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali