Svizzera

Mercosur, accordo va approvato, commissione

5 maggio 2026
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L'accordo di libero scambio con gli Stati del Mercosur (Mercado Común del Sur che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) rappresenta senz'altro un'opportunità per la Svizzera.

Ne è convinta la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) che approva l'intesa per 15 voti a 3 e 7 astensioni. Il dossier verrà esaminato dal plenum in giugno, durante la sessione estiva delle Camere.

L'attenzione della commissione, rammenta una nota odierna dei servizi parlamentari, si è concentrata in particolare sugli effetti dell'accordo sul settore agricolo svizzero, la sostenibilità e gli aspetti sociali.

Per questo ha approvato una una mozione che chiede al Consiglio federale di presentare una proposta che illustri come compensare le perdite materiali subite dal settore agricolo a causa dell'aumento delle importazioni e dei costi di produzione.

Dopo essere entrata in materia alla luce dell'opportunità di diversificare le relazioni commerciali della Svizzera nell'attuale contesto geopolitico mondiale, la CPE-N ha esaminato aspetti come la sostenibilità, anche sociale, nonché eventuali misure di accompagnamento volte ad attenuare gli effetti dell'accordo di libero scambio nel settore agricolo.

Una minoranza respinge l'accordo e lo ritiene, nella sua forma attuale, non al passo con i tempi. In particolare, richieste volte a sostenere le popolazioni locali dalla deforestazione o altri interventi per attenuare l'impatto climatico della produzione agricola il clima sono state tutte respinte in votazione.

Gli antefatti

Il Consiglio federale ha adottato il messaggio sull'Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS- Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein - e il Mercosur, concluso nel luglio 2025, nel febbraio scorso. L'intesa offrirebbe, secondo il governo, alle imprese svizzere un accesso privilegiato a un mercato di 270 milioni di persone, rafforzando la competitività dell'economia elvetica.

La conclusione dell'intesa rappresenta secondo l'esecutivo una tappa importante nella politica commerciale elvetica, con i negoziati in merito che erano iniziati nel 2017. Esso regola il mercato con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre la Bolivia, il più recente membro dell'organizzazione economica sudamericana, è esclusa dato che non vi faceva parte al momento dell'inizio delle trattative.

Il Mercosur, ricordava il Consiglio federale, costituisce un importante mercato di sbocco con notevole potenziale di crescita per l'export svizzero. Nel 2024, le esportazioni di merci elvetiche verso i suoi Stati hanno superato i 4 miliardi di franchi.

Grazie all'accordo, dopo un periodo di transizione circa il 96% delle esportazioni svizzere sarebbe esente da dazi, generando un risparmio di oltre 155 milioni di franchi all'anno. In cambio, Berna concede un totale di 25 contingenti bilaterali di importazione per prodotti agricoli sensibili, tra cui la carne. La maggior parte di questi contingenti è limitata (inferiore al 2% del consumo totale o corrispondente all'attuale volume di importazioni, stando al Consiglio federale). La Svizzera potrà gestire autonomamente i contingenti e l'impatto delle concessioni sull'agricoltura nazionale resterà contenuto, assicurava l'esecutivo.

Il testo include disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile, con impegni vincolanti per le parti su temi quali il cambiamento climatico, la gestione delle risorse forestali e marine, la lotta alla deforestazione, la biodiversità, la protezione del lavoro e i diritti delle popolazioni indigene.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni