I gioielli e le gemme preziose tornano protagonisti a Ginevra per la decima edizione di GemGenève: da giovedì a sabato i padiglioni di Palexpo ospiteranno la fiera specializzata che quest'anno conta 240 espositori provenienti da 17 paesi.
Si tratta di un appuntamento di riferimento per commercianti, gioiellieri, collezionisti e appassionati, che potranno ammirare - sotto strettissime misure di sicurezza - diamanti, zaffiri, rubini, smeraldi e perle, articoli tra i più pregiati e rari.
Il contesto, ammettono gli organizzatori, è però quello di un mercato segnato da forti incertezze geopolitiche. Ma il conflitto in Medio Oriente non ha scoraggiato i grandi operatori internazionali. "Alla GemGenève si coltivano i contatti personali con i commercianti in un ambiente cordiale e familiare", afferma Ronny Totah, cofondatore e co-direttore della manifestazione, in dichiarazioni all'agenzia Awp.
La partecipazione di espositori da Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi non è in calo. Diverso, invece, è l'impatto a monte della filiera: alcune regioni chiave per l'estrazione o il transito delle pietre preziose sono state colpite dalla crisi, spiega all'AWP Rébecca Michelot, esperta indipendente di gemme. Ne derivano interruzioni nelle catene di approvvigionamento e una certa volatilità nei prezzi e nella disponibilità di alcune pietre. "Presso taluni clienti si avverte una certa cautela", aggiunge la specialista. Pesano insomma le molteplici crisi globali. Malgrado ciò la fiera ginevrina si conferma comunque un osservatorio privilegiato su un mercato che sa resistere, ma che non è immune dai venti di guerra.