Svizzera

Primo maggio, Cédric Wermuth afferma che il neoliberismo è fallito

Nei discorsi a Baden e Langenthal denuncia deregolamentazione e privatizzazione, collega la crisi al rafforzamento della destra e critica l'iniziativa UDC

1 maggio 2026
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Per il copresidente del PS, Cédric Wermuth, il neoliberismo è fallito in maniera spettacolare. Lo ha dichiarato, secondo il testo scritto, durante i discorsi per la festa del lavoro che ha tenuto a Baden (AG) e Langenthal (BE).

Dal suo punto di vista, la deregolamentazione e la privatizzazione rendono la società incapace di agire.

Il rafforzamento internazionale dell'estremismo di destra è una conseguenza "della gigantesca sconfitta del capitalismo neoliberale", ha affermato. Non è dunque sorprendente che le persone, in periodo di crisi, cerchino protezione con l'isolamento nazionale.

Il consigliere nazionale argoviese ritiene che contro la tendenza di destra non si possa usare la "bacchetta magica", ma che la politica di sinistra debba concentrarsi sulla quotidianità e lottare per il rispetto e la dignità.

"Questo paese appartiene a tutti noi. Un'ora di lavoro su tre viene svolta da migranti", ha aggiunto per sottolineare l'impatto positivo della migrazione per l'industria, la scuola e la sanità.

Il socialista, parlando della ripartizione delle libertà e della ricchezza nella società, ha evocato un "giustificato malessere". Il 40% degli stipendiati sarebbe esaurito e i salari sarebbero stagnanti. D'altro canto starebbero aumentando il costo della vita, gli affitti e i premi di cassa malati, così come starebbero esplodendo i ricavi dei grandi gruppi e il patrimonio dei più ricchi.

Riguardo infine all'iniziativa dell'UDC in votazione il 14 giugno "No a una Svizzera da 10 milioni!", Wermuth l'ha definita una delle "cose più estreme che la Svizzera ha vissuto negli ultimi anni".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni