Due indagini riguardano il settore dei viaggi e i casinò online, con accuse di rinuncia a offerte su parole chiave dei concorrenti e possibili danni ai consumatori
La Commissione della concorrenza (COMCO) ha aperto due inchieste sulla pubblicità effettuata tramite i motori di ricerca. La prima concerne il settore dei viaggi e la seconda quello dei casinò online, si legge in una nota diramata stamattina.
Per profilarsi rispetto ai propri concorrenti, le imprese possono fare offerte sui motori di ricerca puntando su determinate parole chiave, il cosiddetto "keyword-bidding". In questo modo favoriscono la propria visibilità, influenzando i risultati che gli utenti vedranno per primi durante le loro ricerche su Internet, spiega la COMCO.
Secondo le informazioni ricevute tramite autodenunce, diverse aziende nel settore dei viaggi e diversi casinò online si sarebbero accordati per evitare di competere sui principali motori di ricerca, rinunciando a fare offerte per le parole chiave legate alle marche concorrenti.
Questo modo di procedere potrebbe costituire un accordo illecito e avere effetti nocivi per i consumatori, indica la COMCO. In effetti, i risultati dei motori di ricerca potrebbero essere stati influenzati al punto da rendere il paragone tra concorrenti più difficile.
La prima inchiesta, si aggiunge nella nota, concerne tre imprese che offrono in Svizzera pacchetti di viaggio. La seconda implica la quasi totalità dei casinò online nella Confederazione.