Approvata la riforma dell'assicurazione disoccupazione per frontalieri, con possibili costi per la Svizzera.
I rappresentanti dei 27 paesi membri dell'Unione Europea hanno approvato una riforma dell'assicurazione contro la disoccupazione per i lavoratori frontalieri, dopo un decennio di discussioni. Questa modifica potrebbe comportare costi aggiuntivi per la Svizzera.
Attualmente, i lavoratori frontalieri versano i contributi di disoccupazione nel paese in cui lavorano, ma ricevono le indennità dal loro Stato di residenza. Questo sistema, in vigore dal 2004, può causare ritardi nei pagamenti e discrepanze tra contributi versati e indennità percepite, a causa delle difficoltà di comunicazione tra le casse di disoccupazione dei diversi paesi.
La Commissione Europea ha proposto nel 2016 di riformare il sistema, stabilendo che sarà il paese in cui il lavoratore ha versato i contributi a erogare direttamente l'indennità di disoccupazione. Questa modifica, sostenuta da 21 Stati membri, mira a garantire un trattamento più rapido e affidabile delle richieste di indennizzo.
Secondo la presidenza cipriota del Consiglio, i lavoratori disoccupati potranno ricevere prestazioni dallo Stato in cui lavoravano, a condizione di aver lavorato per almeno 22 settimane. La riforma dovrebbe portare benefici economici a paesi come la Francia, che attualmente sostiene costi significativi per i frontalieri.
Uno studio del 2019 di Unedic ha stimato che il costo annuale per la Francia ammonta a 700 milioni di euro. La riforma deve ancora ricevere l'approvazione definitiva dal Parlamento Europeo e i paesi membri avranno diversi anni per attuarla.
Per quanto riguarda la Svizzera, il regolamento modificato riguarda l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE. La sua attuazione richiederà l'esplicito consenso della Svizzera, come indicato dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
Nel quarto trimestre del 2025, 411'450 frontalieri lavoravano in Svizzera, versando contributi all'assicurazione svizzera contro la disoccupazione. Tuttavia, le indennità sono erogate dallo Stato di residenza, e la Svizzera rimborsa i paesi confinanti per le prestazioni erogate, con un totale di 283,3 milioni di franchi rimborsati lo scorso anno.
Non è ancora chiaro se la riforma comporterà costi aggiuntivi per la Svizzera. La SECO ha dichiarato che una stima plausibile dei costi sarà possibile solo dopo la conclusione dei lavori a Bruxelles.