Svizzera

L'impatto delle guerre sulla Svizzera al Museo nazionale

15 aprile 2026
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Il Museo nazionale svizzero di Zurigo consacra, da venerdì fino al 17 gennaio 2027, un'esposizione sull'impatto delle guerre sull'identità, la politica e la vita quotidiana della Svizzera. Malgrado la neutralità del Paese, il tema segna sia il passato sia il presente.

I media e i social diffondono immagini dall'Ucraina, dal Medio Oriente, ma anche da altre zone di guerra nel mondo. I conflitti armati non sono soltanto eventi lontani: influenzano il dibattito politico, i valori sociali nonché le percezioni personali a livello internazionale, scrive il Museo nazionale in una nota odierna.

L'esposizione "Noi e la guerra" esplora in cinque sezioni, la maniera in cui le guerre hanno influenzato la politica, l'economia e la società in Svizzera dal tardo Medioevo. Essa "evidenzia come i conflitti diano origine a processi identitari, modifichino dipendenze economiche e accentuino tensioni sociali. Al di là della dimensione militare, ne mette in luce le profonde ripercussioni sulla vita quotidiana, sulla cultura e sulle decisioni politiche", prosegue la nota.

Dai miti all'impegno umanitario

La prima parte della presentazione mostra il modo in cui la guerra ha plasmato l'immagine che la Svizzera ha di sé. Nel corso dei secoli, miti come il giuramento del Grütli, Guglielmo Tell o Arnold von Winkelried sono diventati racconti identitari che simboleggiano la libertà e l'unità.

Il secondo spazio è dedicato al mercenarismo elvetico, poi all'industria dell'armamento, che hanno fatto nascere interdipendenze economiche. La terza sezione esamina i cambiamenti sociali causati dalle guerre, dalle crisi economiche ai movimenti di protesta, passando per i flussi migratori e l'evoluzione dei ruoli di genere.

La quarta parte evoca l'illustrazione e la messa in scena di cittadini svizzeri pronti a difendersi fra il 19esimo e metà del 20esimo secolo. Infine, l'ultimo capitolo tratta degli interventi internazionali della Svizzera a favore della pace e dei diritti umani.

Neutralità

Nel corso di tutta l'esposizione, la "bussola della neutralità" accompagna il pubblico in maniera interattiva, invitandolo a riflettere sull'importanza della neutralità, attraverso domande e risposte.

La mostra termina con una prospettiva contemporanea: nel quadro dell'installazione video "Repeat after me", rifugiati ucraini imitano i rumori di spari, d'artiglieria e delle sirene. Come suggerito dal titolo, i visitatori sono invitati a riprodurre questi suoni.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni