Svizzera

Medio Oriente protagonista alle riunioni del FMI e della Banca mondiale a Washington

FMI e BM segnalano rischi per approvvigionamento energetico e stabilità finanziaria; la delegazione svizzera a Washington avvia colloqui bilaterali

16 aprile 2026
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Il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale (BM) hanno evidenziato le conseguenze negative della guerra in Medio Oriente sullo sviluppo dell'economia globale, tema centrale anche della visita a Washington del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, e della consigliera federale Karin Keller-Sutter.

Secondo le due istituzioni, il conflitto tra Iran e Stati Uniti sta incidendo in particolare sull'approvvigionamento energetico e sulla stabilità finanziaria internazionale. All'ordine del giorno delle riunioni di primavera dell'FMI e della BM figura però anche la guerra in Ucraina e i crescenti squilibri nello sviluppo economico globale.

Nel corso delle discussioni, la delegazione svizzera si schiererà, insieme ai Paesi che condividono la stessa linea, a favore di una de-escalation delle ostilità e di un rafforzamento degli sforzi per garantire la stabilità dei mercati.

Ad accompagnare a Washington i due membri dell'Esecutivo c'è anche Martin Schlegel, presidente della Banca nazionale svizzera, che ieri ha già preso parte, insieme a Keller-Sutter, alla riunione dei ministri delle finanze del G20. In un messaggio pubblicato su X, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha ribadito l'impegno della Confederazione per condizioni quadro affidabili in grado di sostenere la dinamica economica.

In qualità di ministro dell'economia, Parmelin ha in programma, oltre ai consueti incontri nell'ambito delle riunioni, diversi colloqui bilaterali, tra cui quelli con il presidente della BM Ajay Banga e con la numero uno della Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture (AIIB), l'economista e politica cinese Zou Jiayi.

È inoltre prevista a breve una possibile riunione della delegazione svizzera con rappresentanti del governo statunitense, tra cui il rappresentante per il commercio di Washington Jamieson Greer, anche se l'incontro non è stato ancora confermato.

Secondo il Consiglio federale, proseguono nel frattempo i negoziati bilaterali per un accordo commerciale tra Svizzera e Stati Uniti, nonostante la giustizia americana abbia temporaneamente frenato i dazi imposti dall'amministrazione Trump.

Gli USA, a marzo, hanno avviato due indagini contro la Confederazione appellandosi alla Sezione 301 del Trade Act, una legge che fondamentalmente consente al presidente di contrastare presunte pratiche commerciali sleali o discriminatorie, conferendogli la possibilità di adottare dazi sanzionatori o altri provvedimenti restrittivi in materia commerciale. Accuse respinte con fermezza da Berna.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni