Svizzera

Un’iniziativa popolare chiede di frenare l’espansione dell’amministrazione federale

Presentata la proposta di modifica costituzionale promossa dai Giovani Plr, sostenuti da esponenti di altri partiti

Esclusi dal ‘freno’ i Politecnici federali e la Scuola universitaria federale per la formazione professionale
(Keystone)
14 aprile 2026
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Va posto un freno alle uscite per il personale federale. Questo l'obiettivo di un'iniziativa popolare presentata oggi a Berna dai Giovani PLR che possono contare anche sull'appoggio di esponenti di Centro, PLR, UDC e Verdi liberali.

Stando al testo dell'iniziativa "Per un giusto equilibrio tra amministrazione federale e popolazione (Freno all'amministrazione)", l'aumento percentuale delle uscite complessive per il personale dell'amministrazione federale centrale e decentralizzata non può superare quello del salario mediano svizzero. Rimangono esclusi dal "freno" i Politecnici federali e la Scuola universitaria federale per la formazione professionale.

Il meccanismo previsto dal nuovo articolo costituzionale (126a) può essere allentato col consenso del Parlamento "per superare gravi turbamenti dell'ordine pubblico o della sicurezza interna o esterna".

Il comitato d'iniziativa, di cui fa parte anche il Consigliere agli Stati Fabio Regazzi (Centro/TI), nonché presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, ha tempo fino al 14 di ottobre 2027, ossia dieci giorni prima delle prossime elezioni federali, per raccogliere le 100mila adesioni necessarie.

L'idea di promuovere questa iniziativa è stata adottata dai Giovani PLR svizzeri lo scorso settembre durante un'assemblea straordinaria. A loro parere, va posto un argine alla crescita "eccessiva" e "incontrollata" dell'amministrazione federale che minaccerebbe i fattori chiave del successo del modello svizzero, la cui salvaguardia è sempre stata una promessa fatta alle generazioni future.

Freno all’indebitamento fonte di ispirazione

Con la sua iniziativa popolare, il partito giovanile intende ristabilire l'equilibrio tra lo Stato e la popolazione produttiva. I Giovani PLR si ispirano al freno all'indebitamento che garantisce l'equilibrio tra entrate e uscite del bilancio federale.

Il progetto riguarda le spese per il personale dell'amministrazione federale centrale e decentralizzata, compresi collaboratori esterni come i consulenti. Come ricordato, i Politecnici sarebbero esclusi a causa del loro ruolo essenziale per il successo della Svizzera, secondo i fautori della modifica costituzionale.

Per i Giovani PLR, con i suoi salari elevati e il suo organico sempre più numeroso, lo Stato attira specialisti dal settore privato, aggravando la carenza di manodopera qualificata e indebolendo la creazione di valore della Svizzera. Costringendo invece l'amministrazione federale, e quindi la politica, a concentrarsi sui compiti essenziali dello Stato e a non aumentare la burocrazia e la regolamentazione, si creerebbe un incentivo a migliorare l'efficienza dell'amministrazione e a modernizzarne le strutture, tanto più che l'organico della Confederazione dovrebbe già diminuire grazie agli effetti di scala e alla digitalizzazione.

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