L'alloggio di profughi ucraini presso le famiglie ha avuto un impatto positivo sull'integrazione di queste persone in Svizzera. È quanto emerge da un rapporto accolto oggi dal Consiglio federale.
In una prima fase, dopo lo scoppio della guerra, molti rifugiati provenienti dall'Ucraina sono stati ospitati da privati cittadini, indica una nota governativa odierna. Il contatto personale tra le famiglie ospitanti e i profughi ha un effetto favorevole sull'accettazione di questi ultimi da parte della popolazione e sulla coesione sociale.
Secondo l'esecutivo, resta però da vedere se l'alloggio privato sia finanziariamente vantaggioso per le casse pubbliche. Ai possibili risparmi derivanti da una più rapida integrazione nel mondo del lavoro si contrappongono costi considerevoli per il reclutamento e l'accompagnamento delle famiglie ospitanti.
Nel rapporto si precisa anche che l'accoglienza privata potrebbe rivelarsi una soluzione adatta anche ai rifugiati riconosciuti e alle persone ammesse provvisoriamente. Parte, infatti, dal presupposto che vi siano famiglie ospitanti disposte ad accogliere anche queste persone. Il numero di quelle che potrebbero decidere di farlo dipende tuttavia da diversi fattori, come ad esempio la situazione abitativa, viene ancora precisato.
Il Consiglio federale invita pertanto i Cantoni a valutare la possibilità di ricorrere all'alloggio privato e, se del caso, a introdurlo come offerta complementare, in particolare in situazioni straordinarie. L'esecutivo accoglie inoltre con favore le misure, adottate a tutti i livelli statali, per rafforzare l'impegno della società civile a sostegno dell'integrazione sociale, linguistica e professionale dei profughi. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) valuterà, insieme agli attori del settore, come tale impegno possa essere consolidato, conclude la nota.