Svizzera

CN: sostenere trasporto combinato anche dopo il 2030

16 marzo 2026
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L'attuale tendenza al ritrasferimento del traffico merci sulla strada va invertita. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che ha approvato oggi - con 123 voti contro 61 (una astensione) - una mozione che chiede di continuare a sostenere finanziariamente il trasporto combinato anche oltre il 2030.

Una mozione identica era stata approvata la settimana scorsa dal Consiglio degli Stati. Essendo entrambi gli atti approvati, sono trasmessi al Consiglio federale con l'incarico di attuarli.

La mozione adottata oggi è la risposta del Parlamento al rapporto sul trasferimento del traffico pubblicato a gennaio. In esso si sottolinea che l'obiettivo di limitare a 650'000 i transiti transalpini su strada ancora una volta non è stato raggiunto. Nel 2024 i transiti sono stati 960'000.

Il relatore commissionale Bruno Storni (PS/TI) ha ricordato le cifre pubblicate venerdì dal Consiglio federale, che indicano come lo scorso anno la quota di mercato della ferrovia sia scesa al 68%. Per il ticinese "lo sviluppo del traffico di transito alpino nel 2025 è da considerare drammatico".

A pesare sul trasferimento sono i ritardi nella costruzione delle linee di accesso, quella tra Karlsruhe (D) e Basilea ha 20 anni di ritardo, ha sottolineato Storni. Per il ticinese andrebbero anche meglio pianificati i cantieri lungo il corridoio nord-sud. Andrebbero inoltre previsti tracciati alternativi, come ad esempio lungo la sponda francese del Reno.

La mozione in discussione permetterà invece di prevenire un ritorno delle merci sulla strada conferendo sicurezza agli investimenti per il trasferimento del traffico, ha detto Florence Brenzikofer (Verdi/BL) nel suo intervento. "Il traffico combinato può funzionare a lungo termine solo se le imprese investono nei mezzi di trasporto necessari, negli impianti di trasbordo e in soluzioni logistiche moderne", ha aggiunto Martin Candinas (Centro/GR).

Ben venga la mozione, che permetterà di evitare un massiccio ritorno dei transiti sulla strada, dobbiamo però constatare che la Svizzera ha fatto i propri compiti, mentre i nostri vicini non hanno mantenuto le loro promesse, ha sottolineato Andri Silberschmidt (PLR/ZH).

Il consigliere federale Albert Rösti ha ricordato la cessazione anticipata a fine 2025 dell'autostrada viaggiante. Ciò non comporta solo il rischio che i volumi trasportati su rotaia tornino sulla strada, ma anche che altre aziende si trovino in difficoltà economiche, ha evidenziato il ministro dei trasporti dicendosi favorevole all'atto parlamentare.

L'UDC ha invano chiesto la bocciatura della mozione, sostenendo che è sbagliato decidere già ora di mantenere i sussidi, dato che la situazione è destinata a migliorare entro il 2030. Benjamin Giezendanner (UDC/AG) ha attribuito il recente calo del traffico merci su rotaia alla debolezza economica nelle regioni industriali del Nord Italia, della Germania, del Belgio e dei Paesi Bassi, che riduce i volumi di trasporto e porta i trasportatori a utilizzare maggiormente i camion.

Secondo l'argoviese, invece di introdurre nuovi contributi mentre si discute di risparmi finanziari, bisognerebbe migliorare la gestione dei cantieri e riconsiderare eventuali rimborsi ai trasportatori. Prolungare i sussidi per altri cinque anni non ridurrà a 650'000 i transiti stradali, ma rischierà invece di rendere permanenti questi aiuti.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni