Svizzera

CSt: carne, dichiarare paese di origine e trasformazione

5 marzo 2026
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Il futuro andrebbe introdotto un obbligo di dichiarazione dell'origine e del Paese di trasformazione della carne di animali trasportati per diversi giorni di provenienza estera, emanando apposite restrizioni doganali.

È quanto prevede una mozione della consigliera nazionale Meret Schneider (Verdi/ZH) approvata oggi anche dal Consiglio degli Stati per 20 voti a 18 e due astensioni, contro il parere della commissione preparatoria e del Consiglio federale.

Secondo l'autrice dell'atto parlamentare, la carne a basso costo di bestiame trasportato per giorni su camion o navi non è soltanto sinonimo di crudeltà verso gli animali, ma rappresenta anche una concorrenza per i contadini svizzeri che rispettano tutte le norme.

L'interruzione (2021) di diversi giorni del traffico attraverso il Canale di Suez dovuto a una nave portacontainer incagliatasi ha comportato anche il blocco di una ventina di mercantili che trasportavano animali (specialmente ovini, bovini e suini), in parte poi morti di fame in attesa di giungere a destinazione.

Nel corso del dibattito odierno, i contrari alla mozione hanno sostenuto che, nel mercato globalizzato della carne, non è possibile applicare un obbligo di dichiarazione. Inoltre, le restrizioni doganali violerebbero gli accordi commerciali internazionali, ragione per cui anche questa richiesta non sarebbe adeguata.

Argomentazioni che non hanno convinto la maggioranza, sebbene non consistente, del plenum, secondo cui per i consumatori è difficile al momento capire se la carne proviene da metodi di produzione che prevedono trasporti per diversi giorni. Tale quesito si pone in particolare a causa della discrepanza tra le condizioni di detenzione in Svizzera e l'estero, hanno sottolineato.