Per contrastare con maggiore efficacia le organizzazioni criminali, che sovente agiscono nell'ombra, il Consiglio federale deve esaminare se le attuali disposizioni penali siano sufficienti, oppure se non sia necessario ispirarsi ad altri paesi, come l'Italia.
Lo chiede un postulato di Charles Julliard (Centro/JU) approvato oggi dal Consiglio degli Stati tacitamente, col benestare del Consiglio federale.
A parere del "senatore" giurassiano, il crimine organizzato, in particolare le strutture di tipo mafioso, è manifestamente presente in Svizzera da molti anni, soprattutto nei settori del riciclaggio di denaro, dell’infiltrazione economica e dell’utilizzo delle strutture aziendali legali.
Tuttavia, le condanne per criminalità organizzata sono estremamente rare. Il diritto penale vigente si concentra anzitutto sui reati individuali e impone severe esigenze di prova della violenza o di reati specifici, il che ostacola - secondo Julliard - il rilevamento dei reati di reti mafiose operanti in maniera discreta, che deliberatamente si astengono da violenze manifeste.
Per questo, alla luce della crescente importanza della sicurezza interna, della vulnerabilità delle infrastrutture critiche e del ruolo della Svizzera quale piazza finanziaria ed economica interconnessa sul piano internazionale, sembra appropriato esaminare se gli strumenti esistenti siano sufficienti oppure se occorra un intervento legislativo.
Il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans, ha ammesso che la criminalità organizzata rappresenta un problema crescente in Europa, come anche in Svizzera a causa della sua economia, piazza finanziaria e centralità geografica, con ricadute sulla sicurezza.
Per questo, ha rammentato il consigliere federale, il governo ha approvato lo scorso dicembre la strategia per la lotta alla criminalità organizzata. Nel quadro dell’attuazione di tale strategia, a livello federale è previsto di integrare diversi adeguamenti giuridici in un pacchetto legislativo sulla lotta alla criminalità organizzata o di esaminarli nell’ottica di un potenziale miglioramento, ha sottolineato il "ministro" socialista. Saranno inoltre considerati anche modelli applicati all’estero come pure la questione della collaborazione tra Confederazione e Cantoni.