Svizzera

Finma mette in guardia da rischi geopolitica, informatica, immobili

17 novembre 2025
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L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) ha messo in luce i principali rischi che minacciano la piazza finanziaria svizzera, in particolare nei settori della geopolitica, dell'informatica e a livello immobiliare.

Nel 2025, il contesto macroeconomico e geopolitico permane impegnativo, si legge in un comunicato allegato al Monitoraggio pubblicato oggi dalla Finma. Dopo una fase di inflazione in calo, in diversi Paesi si registrano nuovamente lievi aumenti dei prezzi. Nel contempo, le tensioni sul piano della politica commerciale indeboliscono le prospettive economiche. In alcuni Paesi importanti, il debito pubblico continua ad aumentare.

La situazione geopolitica rimane tesa. "Tali sviluppi contribuiscono a fare sì che gli attuali rischi rimangano elevati oppure si acuiscano ulteriormente in determinati settori", prosegue la Finma, aggiungendo che con l'avanzare della digitalizzazione, continuano a inasprirsi in particolare i ciberrischi.

La Finma identifica nove rischi principali che vengono classificati come elevati. Quelli finanziari sono di credito in relazione agli immobili e alle ipoteche, di credito per gli altri crediti, di spread creditizio e di liquidità e rifinanziamento. I rischi non finanziari sono nella lotta contro il riciclaggio di denaro, in relazione alle sanzioni, derivanti dall'esternalizzazione, dai ciberattacchi e TIC dovuti alla complessità dei sistemi, a componenti software difettosi e a sistemi obsoleti.

"L'attuale panorama dei rischi è caratterizzato da una crescente complessità", afferma il direttore della Finma Stefan Walter, citato nella nota. "Una vigilanza previdente e orientata al rischio resta imprescindibile per garantire la stabilità e la credibilità della piazza finanziaria svizzera. Per quanto riguarda gli istituti di rilevanza sistemica, in tale contesto fornirà un contributo significativo anche la riforma prevista della regolamentazione too big to fail".

In ambito ipotecario la Finma continua a constatare elevate vulnerabilità. I prezzi degli immobili sono tornati a salire a causa dei bassi tassi d'interesse. In particolare, l'andamento dei prezzi per gli immobili a reddito e le case di vacanza mostra tendenze al surriscaldamento in determinate regioni. L'indebitamento ipotecario pro capite è fra i più alti a livello mondiale.

Molti istituti interpretano la loro prassi di sostenibilità in modo troppo blando ed erogano sempre più finanziamenti al di fuori delle proprie direttive, prosegue la Finma, aggiungendo che continuerà a esaminare più da vicino questa prassi e, se necessario, disporrà misure di vigilanza mirate o fondi propri supplementari.

L'Autorità constata anche una necessità di miglioramento sul piano normativo. Inoltre, nel contesto di tassi d'interesse bassi, le imprese di assicurazione sulla vita e le casse pensioni hanno ampliato i loro investimenti immobiliari, il che le rende più sensibili alle correzioni dei prezzi sul mercato immobiliare.

Il Monitoraggio contiene per la prima volta il Rapporto della Finma sui rischi finanziari legati al clima, con il quale l'Autorità di vigilanza adempie i propri obblighi in conformità alla Legge sul CO2. Senza sorprese, l'Autorità di vigilanza sottolinea che aumenteranno in futuro e gli istituti finanziari dovranno integrarli nella loro gestione del rischio.